Gp Monaco 2014 - Foto gara

Gp Monaco 2014 - Gara

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Monaco è un appuntamento denso di sorprese, un gran premio dove il concetto del “tutto è possibile”, già profondamente espresso dal motorsport, diventa ancora più radicale. Di solito chi fa la pole mette una seria ipoteca sulla vittoria per via della difficoltà nei sorpassi, ma correre con una monoposto di Formula Uno nelle strette strade del Principato rappresenta una sfida impegnativa più che in altri circuiti: la concentrazione dev’essere massima per non “accarezzare” il guard-rail, onnipresente lungo il percorso. Il minimo errore si paga, spesso con il ritiro. Nonostante questo, la Mercedes è stata ancora una volta più forte di tali regole non scritte, imponendosi per l’ennesima volta e confermando un monopolio che abbatte ogni speranza di vedere una vera lotta per il mondiale.


Paradossalmente, però, questa lotta la vedremo e sarà proprio interna alla Mercedes. Perché Nico Rosberg e Lewis Hamilton sono decisamente ai ferri corti e questa rivalità bisognerà gestirla per evitare clamorosi autogol. Il ricordo va con troppa facilità alla coppia Senna-Prost, esempio di cui si è finito per abusare ma che tutto sommato trova dei punti di contatto con il duo Mercedes. Rosberg porta nuovamente a casa una vittoria cui tiene molto, maturata ancora nel luogo dove risiede e ottenuta in modo quasi prepotente, magari per dare una regolata al suo unico rivale, quel Lewis Hamilton che veniva da quattro vittorie consecutive (che potevano essere en plein, cinque, se non fosse stato per il ritiro di Melbourne…). Le qualifiche, al sabato, hanno gettato un’ombra sul sorriso dell’inglese, che si è sentito sicuramente privato di una pole che poteva essere alla sua portata senza problemi. La manovra di Rosberg al Mirabeau, tanto discussa ma mandata subito in archivio dai commissari, lascia comunque il sapore di una supremazia cercata a tutti i costi, anche con la malizia di un errore magari non proprio casuale…



Il riscatto di Nico, però, si è visto nell’arco dei 78 giri del gran premio: ha tenuto a bada Lewis per tutto il tempo, contenendolo nonostante un distacco quasi nullo, gestendo pressione e concentrazione alla maniera dei campioni. Ed è così che Rosberg ha riconquistato la leadership del mondiale, risultato che comunque non sarà facile mantenere vista la complessiva superiorità del suo avversario in qualifica e in gara nei precedenti appuntamenti. La gara di Montecarlo, ad ogni modo, potrebbe aver avuto un peso più psicologico che di classifica per Nico: per minare la fiducia di Hamilton, per risollevarsi il morale e rilanciarsi con energia. Lewis ha ignorato il suo compagno quasi per tutto il fine settimana, mandando messaggi neanche tanto subliminali attraverso le immagini televisive e i microfoni. La sfida è accesa e il tempo dello scherzo giocoso tra i due crediamo sia davvero giunto al termine, ma il fattore positivo è che questo duello non potrà che generare spettacolo di qui alla fine del campionato, quel mondiale che Rosberg vuole vincere per la prima volta e che Hamilton insegue da quel lontano 2008, quando sembrava che di mondiali ne avrebbe vinti a ripetizione infrangendo record su record…


E’ stata anche una gara di grandi rimpianti: Kimi Raikkonen ha “gustato” l’amarezza di dover perdere senza ragione un podio quasi sicuro. Dopo una partenza fantastica e il conseguimento della terza posizione neanche troppo distante dalle Mercedes, il finlandese ha subìto incredibilmente un tamponamento dalla Marussia di Chilton, doppiata già a un terzo di gara, dovendo così ritornare ai box e perdendo un’occasione ottima per dimostrare di aver battuto Alonso sul campo e per dare una risposta al muretto che lo aveva svantaggiato con una sosta ritardata a Barcellona, mandandolo su tutte le furie (a buona ragione). Nessun disastro, comunque, perché Kimi ha recuperato lo stesso come un leone dopo una ripartenza praticamente dalle retrovie e, se non fosse stato per un errore al Loews in fase di sorpasso, avrebbe concluso nei punti. E’ questo il Raikkonen che vogliamo vedere e che può far paura ad Alonso, il quale oggi ha portato a casa il massimo possibile (quarta posizione).


Gara altamente contrastante per la Red Bull: la sfortuna di Vettel continua a bersagliarlo e la rottura del turbo ha costretto il tedesco al ritiro, mentre Daniel Ricciardo ha stupito ancora una volta e ha concluso andando a podio! Certo, c’è stata la complicità dei problemi patiti da Raikkonen, ma l’australiano ha fatto una gara molto consistente, riuscendo persino a insidiare Hamilton nelle ultime fasi di gara e dimostrando una solidità impressionante. Da notare anche l’ottavo posto di Bianchi con la Marussia, una vera vittoria per il team e per il pilota, con questi quattro punti che entrano nella storia perché finora la squadra (così come la Caterham e la defunta HRT, entrate qualche anno fa in Formula Uno per rimpolpare lo schieramento) non era mai riuscita ad andare oltre lo zero in classifica e perché comunque fare punti significa anche ottenere denaro (e non poco) a fine campionato per via dei bonus legati alla classifica dei Costruttori. Un lieto evento, perché spesso di quei team che stanno in fondo ci si dimentica, purtroppo, facilmente…

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