Gp USA 2014 - Vince Hamilton
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Non è stata sufficiente la pole di Nico Rosberg, sabato, a contrastare l’egemonia del suo rivale, nonché compagno di squadra. A niente sono serviti i giri perfetti che il tedesco ha inanellato a sorpresa nel momento decisivo delle qualifiche. E altrettanto a nulla è stata utile la “solita” partenza pulita e inattaccabile che ha garantito a Nico di passare per primo alla prima, spettacolare curva in salita del Circuit of the Americas di Austin, Texas, Stati Uniti. La terzultima prova del mondiale ha emesso un verdetto pesante per quanto concerne la lotta al titolo, che adesso è matematicamente ristretta ai due alfieri Mercedes (anche se non serviva la matematica per capire tra chi fosse la questione iridata). Mancano due appuntamenti (San Paolo e Abu Dhabi) e Lewis Hamilton viene da una sequenza impressionante di vittorie, ben cinque! Un dominio che ricorda vagamente quello che Sebastian Vettel mise in atto nella seconda metà dello scorso campionato, vincendo consecutivamente le ultime nove prove del calendario!


I numeri, però, dicono anche altro: Hamilton, con la vittoria in Usa, trionfa per la seconda volta su questo nuovo circuito (stranamente molto bello, nonostante firmato da Tilke…), raggiunge quota 32 vittorie iridate diventando il driver inglese con più vittorie in F1, supera Mansell (a quota 31 e fino a ieri imbattuto) e pareggia con Fernando Alonso, anche lui fermo a quota 32 successi. Sopra di loro “soltanto” Michael Schumacher, Alain Prost, Ayrton Senna e Sebastian Vettel… Le cifre dicono anche che in classifica Lewis adesso ha 24 punti di vantaggio su Rosberg, il quale a questo punto vede ridursi non di poco le speranze di poter portare a casa il suo primo titolo. La gara delle Mercedes è stata quella che abbiamo sempre visto quest’anno: pronti, via e la fuga solitaria che ha lasciato senza speranze gli altri “rivali”. La sintesi di un mondiale, però, la si può ritrovare in quel sorpasso pazzesco che Hamilton si è inventato per superare Rosberg. Un sorpasso che vale un titolo, che ha mostrato splendidamente le maggiori doti di Lewis, ormai seriamente candidato a ottenere il suo secondo mondiale dopo quello conquistato in modo rocambolesco nel 2008 ai danni dello sfortunatissimo Massa

Il podio di Austin ci restituisce un’altra sintesi perfetta, quella di questo mondiale: un campionato dominato in lungo e in largo dalle Mercedes, con la rivelazione stupenda di Daniel Ricciardo a fare da contorno. L’australiano, ormai prossimo a diventare prima guida nel team Red Bull, è il pezzo forte di questa squadra. E’ il ragazzo prodigio che ha battuto un altro ragazzo prodigio, Sebastian Vettel, interrompendone di fatto la permanenza nel team… Daniel ha conquistato l’ennesimo podio della stagione, per esse precisi l’ottavo, rimontando dopo una partenza non eccellente e riuscendo a tenere testa alle Williams, che erano le più competitive dopo le Mercedes! Una prova di forza straordinaria che conferma semplicemente il talento di questo ragazzo dal sorriso a dir poco contagioso. Altra gara difficile, invece, per la Ferrari (non è una novità): Alonso ha ottenuto soffrendo un sesto posto comunque combattuto (belli i duelli con Vettel), mentre Kimi Raikkonen non è andato oltre la tredicesima posizione, anche per presunti problemi di gomme. In uno schieramento che adesso conta solo 18 monoposto partenti, arrivare fuori dalla zona punti diventa più difficile che ottenerne e una tredicesima posizione pesa come un macigno. Gara da dimenticare (nonché stagione) anche per la Sauber, che con Sutil partiva decima ed è andata incontro a un ritiro. Piccoli sorrisi, invece, per la Lotus, che con Maldonado ha conquistato i primi due punticini in questo 2014. La Formula 1 prosegue il suo percorso nel continente americano e si sposta in Brasile, dove si disputerà già questo fine settimana la penultima prova del mondiale. Lewis Hamilton avrà già a sua disposizione il primo, fatidico match point nella sfida con Nico Rosberg

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