Gp Ungheria 2015 - Gara

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Il tracciato dell’Hungaroring non è sempre stato un campo di gara favorevole per la Ferrari, a parte alcune eccezioni. Nel 1998 Michael Schumacher ci vinse con una strategia molto aggressiva e con la capacità di girare per tutta la gara a ritmo di qualifica; nel 2001 sempre Michael vi conquistò il suo quarto mondiale, con largo anticipo rispetto alla fine del campionato. Lo scorso anno Fernando Alonso andò vicinissimo a quello che sarebbe potuto essere l’unico trionfo 2014 della Ferrari, ma fu beffato da un super Ricciardo proprio negli ultimi chilometri. Quest’anno l’impresa è riuscita a Sebastian Vettel, che qui ha colto la sua seconda vittoria in rosso ed eguagliato i 41 trionfi del leggendario Ayrton Senna, piazzandosi al terzo posto assoluto ex aequo con il compianto brasiliano. Quando toccò a Michael Schumacher raggiungere le stesse vittorie di Senna, si era appena concluso l’appuntamento di Monza nel 2000 e il pianto a dirotto del tedesco in conferenza stampa colpì tantissimo tutti.


Aleggiava, drammaticamente, lo spettro della morte: in quella gara fu fatale l’incidente alla Roggia per uno degli uomini del servizio antincendio a bordo pista (ricordate la ruota impazzita?). Non è ancora chiaro se Schumi avesse ceduto alle lacrime per il paragone pesantissimo con Senna o per la notizia imminente delle gravissime condizioni dell’uomo ferito (o per un mix di emozioni). I ricorsi storici sono davvero strani: nel giorno del ritorno alla vittoria della Ferrari, è vivissimo il ricordo di Jules Bianchi, di questo fantastico pilota che ci ha lasciato da poco più di una settimana. Toccanti, da brivido, le parole di Sebastian Vettel nel team radio durante il giro d’onore. Spontanee, profonde, commoventi, potenti. Così come potente è stata l’immagine dei piloti raccolti in cerchio prima della partenza, con i loro caschi sull’asfalto a circondare quello di Jules.

E’ in questo clima, in questo tumulto di moti dell’anima, che Sebastian e la Ferrari hanno costruito una vittoria straordinaria, iniziata con quella partenza strepitosa sia di Vettel che di Raikkonen, davanti a tutti dopo poche centinaia di metri, come a ricordare i tempi in cui il Cavallino dominava e stava davanti a tutti. Avrebbe potuto essere una doppietta (ormai mancante da anni nel palmares della Ferrari), se non fosse stato per uno sfortunatissimo guasto al Kers che ha dapprima rallentato e poi fermato Raikkonen, oggi in formissima nonostante le tante debacle viste ultimamente. Neanche la safety car entrata a due terzi di gara per l’incidente di Hulkenberg è bastata a indebolire la corsa del quattro volte iridato: in quel momento Vettel aveva un vantaggio consistente sui rivali, poi annullato e quindi gestito in maniera magistrale. Dietro di lui negli ultimi giri c’era una Mercedes, quella di Rosberg, con Ricciardo a inseguire a breve distanza. Un vero deja-vu, che più identico non si può: lo scorso anno, sempre nelle ultime tornate, davanti c’era Alonso, seguito dalla Mercedes di Hamilton e ancora una volta dallo strabiliante Ricciardo.

Solo che stavolta Daniel non ha mostrato la stessa freddezza e la medesima precisione esibite la scorsa stagione: un lungo alla prima curva ha quasi messo KO sia lui che Rosberg, costretti a rientrare ai box per riparare i relativi danni. Non ha potuto approfittare di questo Hamilton, che dopo un primo giro disastroso ha collezionato una serie di guai che lo hanno relegato a un’insipida sesta posizione. Nico Rosberg, prima del contatto con Ricciardo, aveva la grande occasione di annullare il distacco in classifica, cosa che poi non è avvenuta e che certamente avrà un peso enorme nella seconda metà del campionato. A concludere secondo, però, ci ha pensato Daniil Kvyat, per la prima volta sul podio in F.1. Grande gara anche per Fernando Alonso, che approfittando come altri piloti dei guai altrui è riuscito a conquistare un quinto posto che vale oro per la McLaren di adesso… E altrettanto notevole è stato il quarto posto di Verstappen con la Toro Rosso, ai piedi del podio. Sulle note dell’inno italiano, nella gioia e nell’emozione della Ferrari e dei suoi fan, nel ricordo vivo e caldo di Bianchi, la F.1 ha corso la sua ultima gara prima della pausa estiva. Si ritornerà in pista nell’ultima decade di agosto a Spa, per poi andare a Monza, nel tempio della velocità.

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