Gp Messico 2015 - Gara

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Il ritorno della F.1 in Messico dopo tanti anni coincide con il “ritorno” di Nico Rosberg, che torna a vincere un gran premio dopo diversi appuntamenti (ultima volta in Austria). La quarta vittoria stagionale del tedesco, la dodicesima in carriera, ha il sapore speciale della rivincita, di quella rivalsa morale che era diventata assolutamente necessaria dopo le ultime gare. Soprattutto, dopo la gara di Austin una settimana fa: lì avevamo visto l’ennesima “violenza” di Hamilton alla prima curva e quell’erroraccio di Rosberg che ha regalato anticipatamente il titolo all’inglese. Oggi la storia è stata diversa e ha permesso a Nico di ricordare a se stesso e agli altri il suo valore, specie al volante della “solita”, stellare Mercedes.


Si è finalmente rivisto il Rosberg dei bei tempi, quello che riusciva a tenere a bada Hamilton senza timori di sorta. Il sorriso del tedesco a fine gara, nello scenario mozzafiato dell’arena del circuito, è stato la cartina al tornasole perfetta di un weekend dove è andato tutto liscio e in cui Nico è riuscito a stare praticamente sempre davanti a Lewis: pole in qualifica, buona partenza e una prima curva ben gestita sono stati gli ingredienti essenziali per una gara condotta costantemente in testa, tenendo Hamilton a bada a breve distanza. Al confermato campione del mondo era pure venuta la tentazione di disobbedire ai box e restare fuori qualche giro in più prima del cambio gomme per tentare un clamoroso sorpasso strategico sul compagno di squadra, tentativo poi abortito. Seppur con il titolo definitivamente in tasca, la fame del cannibale è difficile da placare, tant’è che Lewis non ha avuto la consueta solarità mostrata gli ultimi tempi, una volta fuori dall’auto…

I numeri della Mercedes continuano a fare gran paura: quattordicesima vittoria stagionale, decima doppietta. All’insegna di un dominio frastornante per chiunque, specie per la Ferrari, che oggi è stata la grande sconfitta della giornata con il peggior risultato realizzabile: doppio ritiro per i due piloti in rosso. Le premesse ferrariste, per questo weekend, sembravano davvero notevoli: grande passo gara di Vettel nelle libere con la mescola prime e inaspettate, alte temperature in gara (con il caldo la Rossa quest’anno ha saputo far paura alla stessa Mercedes…). La gara di Vettel, però, è iniziata male sin dallo start: contatto con Ricciardo e gomma posteriore forata, con la gara totalmente compromessa. Come se non bastasse, oggi Sebastian ha commesso una lunga serie di strani errori di guida che lo hanno portato, infine, a impattare contro le barriere. Sarebbe comunque ingiusto muovere critiche al tedesco o essere troppo severi con lui: dopo aver corso un’intera stagione esente da errori, ci può stare una gara negativa. Anche perché il campione non è colui che non sbaglia mai, bensì colui che sbaglia meno degli altri…

Simile destino, ma con dinamiche diverse, per Kimi Raikkonen: il finlandese, partito nelle retrovie per una sostituzione della power unit, è stato autore di una discreta rimonta fino al contatto con la Williams di Bottas. No, non ci stiamo confondendo con la gara di Sochi: in quest’occasione si è ripetuto un contatto simile a quello del gp russo, ma a parti invertite. In un tentativo di sorpasso un po’ spensierato e ottimista, il connazionale di Kimi lo ha infilato in curva in malo modo rompendogli la sospensione posteriore destra (e restituendo probabilmente il “favore” ricevuto alcune settimane fa). Gara finita anzitempo per Raikkonen, stavolta insolitamente sarcastico sull’accaduto, segno che la sua opinione su quest’evento è bell’e fatta! Una gara da dimenticare, quindi, per la Ferrari, che adesso può puntare a dare il massimo negli ultimi due appuntamenti del 2015, a San Paolo e ad Abu Dhabi.

A completare il podio con Rosberg e Hamilton c’è stato Bottas, che ritorna sul terzo gradino dopo la gara di Montreal. Prestazione interessante, ancora una volta, per le Red Bull: dopo lo spettacolo offerto nella prima parte di gara negli Usa, i due alfieri della squadra si sono messi da subito all’inseguimento delle Mercedes oggi. Risultato finale: quarto posto per Kvyat e quinto per Ricciardo. Sesta posizione finale per Felipe Massa, seguito dalla Force India di Hulkenberg e da quella di Sergio Perez, idolo nel suo gran premio di casa e oggetto di attenzioni follemente amorose da parte del caldo pubblico messicano (che, per inciso, ha partecipato alla grandissima a quest’appuntamento). Ancora l’ennesimo, preoccupante disastro in casa McLaren, con il quattordicesimo posto di Button e il ritiro immediato di Fernando Alonso (l’ottavo quest’anno, in pratica uno ogni due gare!). La F.1 torna tra due settimane con il penultimo appuntamento, il gran premio del Brasile.

 

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