Alonso e McLaren, calvario finito finalmente ... o no?

Alonso e McLaren, calvario finito finalmente ... o no?

Dopo 3 di anni di calvario, una lista infinita di ritiri e penalizzazioni in griglia, con i tragicomici team radio (“no power”) di Alonso ormai diventati un cult per gli appassionati, il glorioso team di Woking, il più vincente nella storia della ...

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Dopo 3 di anni di calvario, una lista infinita di ritiri e penalizzazioni in griglia, con i tragicomici team radio (“no power”) di Alonso ormai diventati un cult per gli appassionati, il glorioso team di Woking, il più vincente nella storia della Formula 1 dopo la Ferrari, con 182 vittorie, 12 titoli mondiali piloti e 8 costruttori, ha concluso la sua collaborazione con la Honda, e sarà equipaggiata dalla prossima stagione dalla PU Renault. A giudicare dall’andamento di questi 3 anni, per la McLaren potrà andare solo meglio; il motore giapponese infatti, si è rivelato non solo il meno performante del lotto, ma anche il meno affidabile, al punto che, nelle rare occasioni in cui Alonso e Vandoorne non erano tormentati da guai tecnici, non riuscivano a combattere nemmeno con vetture telaisticamente non superiori, e venivano regolarmente saltati in rettilineo a causa della scarsa potenza del motore Honda.


Logico quindi che a Woking, avvicinandosi la scadenza del contratto con i nipponici, si siano guardati intorno. La scelta (forse obbligata) è caduta sulla PU francese, che da anni spinge, tra le altre, la pluriridata Red Bull, e che da due stagioni è ritornata in F1 con una propria vettura.

Ora, da un lato, almeno sul piano dell’affidabilità la PU giapponese nella seconda parte della stagione ha indubbiamente fatto registrare dei progressi, con Alonso giunto a punti nelle ultime 3 gare e con 6 piazzamenti del team nei primi 10 nella seconda metà della stagione, contro uno solo (e ben 14 ritiri per cause meccaniche) nella prima; d’altra parte, non si può certamente affermare che il motore Renault abbia ottenuto risultati esaltanti; la vettura della casa madre, nonostante gli ingenti investimenti, non è andata oltre il sesto posto nella classifica costruttori; la Red Bull, sempre molto efficiente sul piano telaistico e del carico aerodinamico, non ha potuto combattere ad armi pari con Mercedes e Ferrari per un evidente gap di potenza e vittima a sua volta di una serie di rotture della PU nella prima metà della stagione; e che infine la Toro Rosso, dopo una sola stagione con i francesi dove ha ottenuto meno punti di quella precedente (dove aveva la PU Ferrari 2015), è passata a sua volta alla Honda, palesando cosi la sua insoddisfazione per il motore transalpino.

Premesso che le PU Mercedes e Ferrari, almeno quelle di ultima evoluzione, non sarebbero state disponibili (e che la Ferrari non ha mai fornito i motori a scuderie concorrenti), e che quindi sulla piazza restava solo quello Renault, non è affatto certo, visto il trend della stagione appena conclusa, che il passaggio dai nipponici ai francesi rappresenti automaticamente un progresso delle prestazioni, e un ritorno della McLaren, se non alla vittoria, perlomeno alla lotta per il podio. L’anno prossimo non ci saranno cambiamenti significativi dal punto di vista di telaio e aerodinamica, come avvenuto nel precedente, quindi, con vetture abbastanza simili, i motori Honda e Renault non partono da basi cosi lontane, e non crediamo nemmeno che un colosso come quello giapponese, dopo 3 anni di figuracce, continui la sua avventura in F1 per fare la comparsa. Come sempre, la pista dirà se la scelta del team di Woking si rivelerà azzeccata.

In attesa di tornare a lottare per il podio in F1, Fernando Alonso, al quale mancano non solo le vittorie ma anche i duelli ad alto livello o semplicemente il piacere di gareggiare (“correrei ovunque in ogni weekend” ha affermato recentemente) già in questa stagione si è permesso una digressione con la 500 miglia di Indianapolis (rinunciando al Gp di Monaco), a gennaio 2018 parteciperà alla 24 ore di Daytona, classica palestra per la gara di durata più famosa del mondo, la 24 di Le Mans. Non si sa se l’asturiano 2 volte campione del mondo intenda schierarsi al via di quest’ultima competizione, ma alcune indiscrezioni parlano altresì della sua volontà di partecipare all’intero campionato WEC, di cui la 24 ore di Le Mans fa parte, intersecandolo con la stagione di F1, ipotesi questa molto improbabile anche per la concomitanza dei calendari. Una cosa è certa; Alonso, dopo aver fallito la corsa al titolo in Ferrari, ed essersi reso conto di non avere fatto la scelta giusta tornando alla Mc Laren, a 36 anni suonati ha più voglia di correre che mai, al punto che il suo sogno sarebbe la conquista della Tripla Corona, vale a dire vincere il Gran Premio di Monaco (o il titolo mondiale di F1), la 24 ore di Le Mans, e la 500 miglia di Indianapolis, impresa riuscita finora ad un solo pilota, Graham Hill.


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f1 2018 | alonso | mclaren | renault |


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