TEST F1 - GIORNO 1: anche sulla MCLAREN MCL33 l'ala Y100 in versione 2018

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Ne parlavamo poco fa nell'articolo dedicato alla prima novità di casa Mercedes: per la stagione 2018 la FIA ha voluto limitare enormemente l'utilizzo dei monkey seat che eravamo abituati a vedere nelle passate stagioni, aggiungendo un articolo che vieta, ad una altezza tra i 400 mm e i 550 mm dal piano di riferimento dell'auto, l'aggiunta di carrozzeria posteriormente ai 200 mm dall'asse delle ruote posteriori. A ciò ci si deve sommare il fatto che il terminale di scarico è stato arretrato di circa 50 mm. Se nel 2017 le distanze di inserimento del terminale di scarico rispetto all'asse delle ruote posteriori erano di 170 mm e 185 mm, nel 2018 sono diventate 220 mm e 235 mm; da qui si intuisce il forzato arretramento di circa 50 mm.


Facendo un piccolo passo indietro, tecnicamente il monkey seat andrebbe chiamato ala Y100 e questo perché si sviluppa simmetricamente al massimo fino a 100 mm dall'asse longitudinale della vettura come si può ben vedere dall'immagine in basso (terza immagine dell'articolo). In generale si tratta di una o più ali collocate nella zona posteriore della vettura che hanno la funzionalità di aggiungere, direttamente o indirettamente, qualche chilogrammo in più di downforce/carico aerodinamico. Dalla stagione 2014, a causa delle grosse limitazioni imposte dalla FIA nella zona del retrotreno, tutti i team hanno utilizzato sulle proprie vetture questa particolare soluzione aerodinamica per cercare di recuperare deportanza al posteriore. Essendo un'ala che non è direttamente a contatto con l'aria è un componente ad alta efficienza aerodinamica che non produce troppa resistenza all'avanzamento. Grazie a questa soluzione gli ingegneri riuscivano a spostare verso l'alto il flusso d'aria (up-wash) che investiva il monkey seat, compresi i gas di scarico in uscita dal terminale. Sono due gli effetti positivi che si ottengono: un miglioramento nella generazione di carico dall'ala posteriore grazie all'accelerazione del flusso d'aria passante al di sotto del grande dispositivo aerodinamico nonché un miglioramento dell'estrazione d'aria dal diffusore. E' una soluzione che da grossi vantaggi soprattutto in circuiti lenti come Montecarlo in cui il carico verticale e la trazione sono fondamentali per essere veloci.

Monkey seat in versione 2017 sulla McLaren MCL32 - FUnoAnalisiTecnica

Visto l'importante intervento della Federazione Internazionale dell'Automobile, per questa stagione 2018 ci dovremo accontentare di piccoli profili situati in una posizione della vettura più avanzata rispetto a quelli che eravamo abituati a vedere lo scorso anno. Con Mclaren, che non ha ancora inserito la Deck Wing sulla carrozzeria della sua MCL33, e Mercedes, per ora, unici Team a mostrarceli fin dal primo giorno di test. 

Articolo originale su f1analisitecnica.com


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