GP MONACO - ANALISI PROVE LIBERE: Ferrari più vicina di quanto non sembri ma RedBull fa paura

GP MONACO - ANALISI PROVE LIBERE: Ferrari più vicina di quanto non sembri ma RedBull fa paura

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Giornata veramente positiva per la RedBull quella di ieri con la RB14 molto veloce in pista in entrambe le prove libere disputate sul tracciato cittadino di Monaco dimostrando di essere molto a suo agio tra le stradine del Principato e, forse, la vettura da battere. Una RB14 che, in entrambe le sessioni di prove libere, è sembrata essere molto precisa in inserimento curva, bilanciata in frenata e soprattutto molto reattiva nei veloci cambi di direzione come quello alle piscine, oltre che molto buona in trazione. 
 

GP MONACO - REDBULL: la RB14 vola e fa la differenza nel secondo e terzo settore

Come in tutte le analisi del venerdì, in questo caso del giovedì, partiamo con l'analizzare le simulazioni di qualifica che, su questa tipologia di tracciato, sono cruciali visto che sorpassare a Monaco è molto complicato. 
 


Daniel Ricciardo è stato l'unico pilota ad infrangere "realmente" il muro del 1:12 riuscendo a girare, con gomme rosa HyperSoft, in 1:11.841. Se si analizzano i Best Sectors si può notare come il suo giro non sia stato nemmeno un giro perfetto, in quanto, poteva realizzare un Ideal Lap più veloce di circa 1 decimo.

Il pilota australiano non crede comunque di essere favorito per le Pole Position anche se rimane comunque positivo: "Con un giro completamente pulito potremo lottare per la prima fila, forse anche per la Pole Position". Ideal Lap che mostrano la forza della vettura di Milton Keynes visto che Verstappen avrebbe potuto essere "idealmente" a soli 30 millesimi dal forte compagno di squadra, invece degli oltre 2 decimi reali. Ma il pilota olandese della RedBull non è preoccupato: "Se si va in pista un po' più tardi si trova la pista in condizioni migliori ed è anche più facile mettere insieme i migliori settori".
 

Analizzando i singoli intertempi possiamo notare che entrambe le RB14 sono riuscite a fare la differenza nel secondo e nel terzo settore rispetto alla Ferrari, mentre nei confronti della Mercedes la differenza si nota specialmente nel tratto finale con Hamilton che ha accusato un gap di 6 decimi, anche a causa di un errore in uscita da curva 16, mentre Bottas ha accusato un gap di "soli" 3 decimi. Un gap che secondo Helmut Marko potrebbe bastare per far segnare la Pole Position: "Non ci aspettavamo di avere un vantaggio cosi grande visto. Questo ci da fiducia perché credo possa essere sufficiente per compensare la modalità party (0.2 secondi a Montecarlo) che utilizzeranno in qualifica Ferrari e Mercedes". 

La RB14 è la vettura che sembra essersi adattata meglio alle nuovissime HyperSoft, almeno con le condizioni della pista incontrate dai Team nella giornata di ieri. Ricciardo e Verstappen hanno sempre portato con estrema facilità le Pirelli rosa in temperatura, soprattutto le anteriori, per poi mantenerle altrettanto facilmente nella giusta finestra di temperatura a serbatoi pieni. 

 

GP MONACO - FERRARI: alle SF71H mancano cavalli e un bilanciamento che permetta di sfruttare al meglio la HyperSoft nuova

Dietro al Team di Milton Keynes troviamo la Ferrari di Vettel, staccata di ben 6 decimi mentre Raikkonen ha realizzato "solo" il quinto tempo ma distanziato dal compagno di squadra di solo 1 decimo. Una Ferrari che è sembrata piuttosto competitiva ma non dominante come avevamo visto nella scorsa stagione quando Sebastian Vettel concluse la seconda sessione di prove libere con quasi 5 decimi di vantaggio sulla RB13 di Daniel Ricciardo.   

Il tedesco della Ferrari sembra essere soddisfatto anche se ammette che a livello di setup, come spesso succede al Team italiano nei venerdì di questa stagione 2018, c'è ancora del lavoro da fare perché la SF71H tendeva a scivolare un po' troppo nel secondo e nel terzo settore nella simulazione di qualifica. Ferrari si concentrerà molto sullo sbloccare quel potenziale ancora non visto in pista nello sfruttamento della HyperSoft nuova, magari facendo qualche passo indietro sul buon bilanciamento a serbatoio pieno. Vettel è chiaro: "A Montecarlo è fondamentale partire almeno dalla prima fila; è inutile avere una vettura molto performante in gara se si parte dalla seconda fila o oltre".  

E per Vettel non ci sarà solo il "problema" RedBull ma anche quello legato all'affidabilità della sua Power Unit numero 1. Rumors abbastanza insistenti vorrebbero infatti una Ferrari, che dopo quanto successo con Kimi Raikkonen in Spagna, consigliare ai propri clienti di non rischiare la Power Unit 1 per il sesto evento completo o, nel caso, di utilizzare molti meno cavalli per evitare problemi di affidabilità. Da qui la sostituzione da parte di entrambe le Haas e entrambe le Sauber del motore a combustione interna, turbocompressore e MGU-H. Anche se le voci ufficiali, da parte di Haas e Sauber, negano ciò parlando ovviamente di un cambio pianificato. Con il Team svizzero che  parla di "performance update", legato al fatto che non avrebbero avtuto gli stessi CV sulla PU 1 a fine vita e con possibili problemi di affidabilità 


GP MONACO - MERCEDES: va meglio rispetto alla scorsa stagione ma manca ancora qualcosa per stare con RedBull e Ferrari

Non è una sorpresa ritrovarsi Mercedes come terza forza di questa prima giornata del Monaco GP; Hamilton, Bottas e tutto il Team anglo tedesco era consapevole che la tortuosa pista del Principato poteva creare ancora qualche problema alla W09. Toto Wolff in conferenza stampa è stato abbastanza chiaro: "Abbiamo progettato una vettura che vada a prediligere le piste da medio carico aerodinamico perché secondo noi il mondiale si vincerà sulla costanza nei risultati in quelle piste che sono in maggior numero nel calendario. Ma tutto sommato siamo in una posizione migliore rispetto allo scorso anno, dove soprattutto con Lewis abbiamo perso troppi punti".
 

Della stessa idea Lewis Hamilton: "Siamo messi molto meglio dello scorso anno perché RedBull e Ferrari sono più vicine di quanto mi aspettassi alla vigilia; ci mancano solo pochi decimi. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo migliorato i nostri strumenti di simulazione e penso che conosciamo le nostre debolezze. Se riusciremo a lavorare bene con gli ingegneri in serata e nella giornata di domani, potremo puntare anche noi alla vittoria. Dobbiamo lavorare sul set-up perché la monoposto si è comportata bene in alcuni punti della pista e peggio in altri. Comunque abbiamo idea su dove intervenire, cosa che l'anno scorso non avevamo".

Una W09 che è tornata a "lottare" con gli pneumatici, che non hanno avuto problemi particolari sul giro singolo, cosa non cosi vera invece in simulazione di gara dove per il Team anglo tedesco c'è ancora molto lavoro da fare. E soprattutto c'è il grande dubbio su che mescola utilizzare per passare il taglio in Q2 poiché la HyperSoft sembra generare molto graining su entrambe le W09 che potrebbe creare qualche grattacapo nella prima parte di gara, ma allo stesso tempo c'è da tenere in conto che tra HyperSoft e UltraSoft c'è un secondo di gap (1.4%), forse qualcosa di più, che non permette un passaggio del taglio "facile" con la viola.  


GP MONACO - ANALISI PASSI GARA: Ferrari più vicina a RedBull mentre Mercedes crede che la HyperSoft non possa essere la mescola giusta per la prima parte di gara

Anche l’analisi dei passi gara (non ci dilungheremo molto) ci dimostra una Red Bull molto competitiva ma con una Ferrari più vicina anche se, a differenza del team di Milton Keynes, la SF71H sembra accusare un degrado delle HyperSoft più accentuato. 
 
Se analizziamo il grafico in basso possiamo notare che il miglior “Time Attack” degli stint è stato quello di Sebastian Vettel che nel suo primo giro in simulazione gara è riuscito a girare in 01:15,076. Ma analizzando l’andamento dei tempi possiamo notare che i tempi dei due piloti della Rossa continuano a peggiorare giro dopo giro. Questo fattore non sembra essere intrinseco alle gomme HyperSoft poiché, se analizziamo il grafico di Verstappen e Ricciardo, possiamo notare che i due piloti della Red Bull hanno continuato a migliorare giro dopo giro. 

 

Scivolamento eccessivo dovuto anche alla pista molto “green” che anche su Mercedes ha creato del graining molto visibile specialmente sull'anteriore sinistra. Il graining sugli pneumatici è uno dei problemi principali che i Team devono affrontare quando girano su un circuito scivoloso, specie all'inizio del weekend di gara. Per poi attenuarsi man mano che la pista va a gommarsi. Il graining si verifica quando, la gomma scivola contro la superficie in curva anziché opporvisi per effetto del grip. Il risultato del graining è l’abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza delle tipiche “benchmark” dei fenomeni di rottura a fatica.
 
Graining che, la Pirelli aveva già previsto correttamente alla vigilia come ha evidenziato il Responsabile del Costruttore italo- cinese, Mario Isola: "Come previsto, i pneumatici P Zero Pink HyperSoft che debuttano qui presentano più degrado rispetto alle mescole più morbide portate negli scorsi anni. Come spesso avviene su questo tracciato, abbiamo notato del graining sul pneumatico anteriore sinistro, in particolar modo in FP1. Le prestazioni extra date dalle monoposto di quest’anno hanno sicuramente influito sul nuovo record della pista firmato oggi. Per la gara, la strategia più probabile rimane ad una sosta date anche le caratteristiche del circuito. RedBull ha dimostrato oggi di essere estremamente competitiva, con i top team molto ravvicinati in termini di prestazioni”.  

Lo stesso fenomeno, ma in maniera molto meno accentuata, è visibile anche analizzando il 2° stint di Sebastian Vettel quando il pilota tedesco montava le gomme UltraSoft. Dopo 2 giri piuttosto veloci i tempi hanno iniziato ad alzarsi a dimostrazione che anche l'assetto in configurazione da gara della SF71H è sicuramente migliorabile, dando però sempre uno sguardo prioritario a quello che permette di sfruttare al meglio la HyperSoft nuova.
 

Concludendo, la RedBull sembra essere ad oggi la favorita per la Pole Position e la vittoria di questo GP di Monaco. Ma attenzione a Ferrari e Mercedes che solitamente dalle seconde prove libere alle qualifiche “sbloccano” circa 20 CV in più rispetto al Team di Milton Keynes che su questa pista equivalgono a circa 2 decimi al giro. Detto questo, per Ferrari e Mercedes è quindi necessario trovare un salto prestazionale attorno ai 3-4 decimi, ossia lo 0.5% del tempo sul giro, cosa non impossibile ma nemmeno cosi certa. 
 
Per quanto riguarda gli altri Team, è grande lotta con Renault e McLaren davanti a Force India e Toro Rosso ma tutte raggruppate in millesimi. Per il Team di Woking, prestazioni piuttosto buone considerando i problemi al Brake By Wire che hanno rallentato Fernando Alonso nelle FP1 e la non piena fiducia nella vettura nelle FP2. C'è quindi la possibilità per l'asturiano di essere il primo degli altri, anche se il secondo e due decimi di distacco dal primo dei motorizzati Renault (RedBull) deve far riflettere molto sul perché Mclaren ha sollevato dall'incarico qualche settimana fa Tim Goss.  

di @spontonc e @SmilexTech

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