Vettel, la Ferrari c'è ma non si vede

Vettel, la Ferrari c'è ma non si vede

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Potemmo sintetizzare le prove libere della Ferrari al Le Castellet con una frase "La Ferrari c'è ma non si vede", perché infatti guardando semplicemente le classifiche finali, si potrebbe pensare ad una Ferrari in difficoltà, ma analizzando più a fondo la giornata, la realtà è ben diversa dalle apparenze.

Infatti, le due SF71-H al Paul Ricard sono apparse indietro nella simulazione di qualifica, ma sono apparse devastati in simulazine passo gara.

Alla fine della sessione delle FP2, Sebastian Vettel si è presentato nel suo retro box per rispondere alle domande dei giornalisti sulla sua giornata e per analizzare lo stato di forma della Rossa, iniziando però facendo un breve commento per la pista del Paul Ricard:

"Tutto sommato, non credo che questa sia la pista più entusiasmante su cui abbia guidato, è piuttosto complicata in alcuni punti e a livello tecnico bisogna cercare di azzeccare alcuni passaggi"

Pista non semplicissima, dove è fondamentale  trovare un set up di compromesso, poiché il circuito transalpino, presenta un mix di lunghi rettilinei, e curce veloci,dove serve potenza e poco drag, ma anche una parte guidata dove è fondamentale la downforce.

Pista difficile anche per il continuo cambiamento della direzione del vento, che ha una pesante influenza sul comportamento delle vetture.

Dopo aver commentato il rientrante tracciato, di proprietà di Bernie Ecclestone, nel Circus Iridato, Seb si è concentrato nel rispondere alle domande sui ciò che si è visto in pista nelle due sessioni di prove libere:

"Pomeriggio ho faticato abbastanza nella simulazione di qualifica, mentre nel long run siamo riusciti a fare qualche giro migliore di fila. In generale credo che la macchina abbia più potenziale, ma non sono riuscito a tirarlo fuori. Speriamo di poter trovare qualcosa stasera per cercare di andare meglio domani".

Long run, migliore del giro secco, e migliore di molto di quello della concorrenza, magari dovuto la fatto che la SF71-H, con carico di benzina, gode di maggiore stabilità rispetto alla condizione di serbatoi scarichi, e dovrà di fatto trovare il modo di bilanciare e stabilizzare la macchina anche con poco carburante a bordo.

Potenziale che è presente ma non si vede, può in parte essere anche dovuto alle Power Unit, con Red Bull che già dal Venerdì utilizza le mappature di motore più aggressive di Ferrari e Mercedes, mentre Mercedes stessa, ha portato oggi al debutto la Power Unit in specifica due, e magari ha testato anche le mappature più aggressive, usando più cavalli di quanti ne vengono utilizzati normalmente.

Ferrari invece, ha girato con la PU numero 1, che dovrà essere preservata , seguendo la rotazione programmata, per diputare tutto il Gran Premio d'Ungheria, e fino a questo momento ha percorso sei gare, più le prove libere del Canada e quelle odierne.

Per concludere, il pilota tedesco ha proseguito la sua analisi sulle cause della mancanza di velocità sul giro secco:

"Sul giro secco sembriamo un pochino indietro, mentre i tempi che ho fatto durante la simulazione di gara mi sembravano buoni. Piuttosto che studiare i dati, devo capire cosa devo fare e di cosa ha bisogno la macchina sul giro secco, perché non sono ancora riuscito a metterlo insieme. Comunque non sono stressato perché di solito in qualifica miglioriamo, ma ovviamente dobbiamo capire anche cosa dobbiamo fare per rendere migliore anche la macchina. A quel punto credo che domani le cose potranno andare bene"

Molto importante sarà, per Vettel, studiare a fondo i dati, utilizzare le sue sensazioni raccolte nella giornata di oggi, e lavorare al meglio con gli ingegneri, per mettere tutte le componenti al loro posto, per far si che domani, utilizzando anche la PU numero 2, quella che ha debuttato in Canada, la Ferrari torni ai livelli che le competono.



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