iLewis, il migliore di sempre

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Alla presentazione di ogni nuovo telefono, Apple ricorda che si tratta del miglior iPhone di sempre. Un mantra che riteniamo opportuno adattare anche a Hamilton (10 e lode), non tanto in senso assoluto ...

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Alla presentazione di ogni nuovo telefono, Apple ricorda che si tratta del miglior iPhone di sempre. Un mantra che riteniamo opportuno adattare anche a Hamilton (10 e lode), non tanto in senso assoluto (non ce ne voglia il buon Lewis, ma riteniamo che la sua posizione nella hall of fame sia abbastanza distante dalla prima), ma in relazione a sé stesso.

Spessissimo l’abbiamo accusato di perdersi in un bicchier d’acqua, di non sapere gestire la pressione, di non riuscire a tirare fuori il meglio quando le cose non volgono esattamente come desidera. Negli ultimi Gran Premi è stato invece impeccabile, compiendo anche oggi un passo importantissimo verso il quinto titolo mondiale: la strada è ancora irta di insidie perché la trasferta asiatica è terreno di caccia per le Ferrari e con questo super motore le Rosse potrebbero fare molto bene anche in Belgio e in Italia, ma intanto il campione in carica ha praticamente tolto una gara dal suo calendario, avendo quasi 25 punti di vantaggio su Vettel.


Chi parla di fortuna evidentemente farebbe bene a ricordarsi che quest’ultima predilige gli audaci e il fatto che le condizioni climatiche abbiano aiutato la Mercedes negli ultimi due week-end non avrebbero significato assolutamente nulla se Hamilton non avesse capitalizzato come meglio non poteva le occasioni che gli si sono presentate.

E così per la Ferrari va in fumo l’ennesima gara che avrebbe dovuto vincere a mani basse (di media un secondo più rapide dei diretti avversari): colpa ancora una volta dei piloti che non sono stati in grado di farsi valere sotto il bagnato. Vettel (6) ha ottenuto il massimo partendo dalla quarta posizione: è stato molto bravo a superare Raikkonen al via e a riprendersi la seconda posizione da Bottas dopo il lieve ma fatale errore dei box. Anche senza quei due secondi di permanenza in più sulla piazzola del cambio gomme, comunque, il tedesco non sarebbe mai e poi mai stato in grado di portare l’attacco alla prima posizione. Raikkonen (6), con una strategia diversa, ha semplicemente confermato il piazzamento in griglia: è vero che le Mercedes sono partite perfettamente, ma un attacco un po’ più sensato a Bottas avrebbe potuto scrivere una storia un po’ diversa.

Bottas (2) rappresenta l’esempio lampante di come puoi passare da genio a deficiente nell’arco di 5 minuti. Francamente incomprensibile la strategia della Mercedes: Hamilton non aveva bisogno di nessuno scudo umano e la terza posizione, con le gomme fresche, sarebbe stata blindata. Invece hanno preferito l’azzardo della doppietta che è sfumato proprio nel finale a causa del KO tecnico delle eterne gomme Pirelli (voto 1, come sempre: le soft che fanno 50 giri…).

Fin qui non ci sarebbe nulla di male: Vallteri aveva fatto l’umanamente possibile per difendere la piazza d’onore, ma contro limiti tecnici non avrebbe dovuto che arrendersi. Invece ha pensato anzitutto di buttare fuori Vettel, tamponandolo spregiudicatamente dopo che il tedesco gli aveva messo davanti gli scarichi (solo la buona sorte ha impedito la foratura della posteriore sinistra della Ferrari) e perdendo così anche il terzo gradino del podio in favore dell’accorrente compagno di squadra.

Poi ha deciso di eliminare maldestramente anche Ricciardo (9), probabilmente il miglior pilota della domenica grazie ad una rimonta d’antan, aprendogli la fiancata. Non pago della grave scorrettezza ha persino tentato di difendere, fortunatamente invano, la quarta posizione dal ritorno della Red Bull. Siamo proprio curiosi di conoscere le decisioni dei commissari di gara: se alle Ferrari sono state inflitte delle penalità (correttamente) in passato, è altrettanto giusto che la posizione di Bottas sullo schieramento di Spa sia arretrata di due o tre caselle rispetto al tempo conseguito in qualifica.

Ci attende adesso una lunga pausa estiva: la Ferrari sembra avere le carte in regola per rimontare, ma sarà necessario un Vettel impeccabile per riportare l’alloro a Maranello. Dall’altro lato la Mercedes deve darsi una svegliata: non può essere sempre e solo Hamilton a fare miracoli, ma la Freccia d’Argento deve essere lucidata per bene per rintuzzare gli attacchi del cavallino

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