Ferrari, chi è causa del suo mal ...

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A Budapest, non è una novità, è difficile superare. Perciò su questa pista, in una gara sull’asciutto e senza SC, si vince partendo davanti...

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A Budapest, non è una novità, è difficile superare. Perciò su questa pista, in una gara sull’asciutto e senza SC, si vince partendo davanti. La gara si è decisa ieri, in qualifica; non ha senso parlare di fortuna per la Mercedes, le condizioni meteo sono una variabile della F1, se la Ferrari ha problemi a scaldare le gomme rain, o comunque va peggio degli avversari sull’acqua, o se Vettel sbaglia sul bagnato (e non solo) e butta via una gara già vinta ad Hockenheim, non ne hanno colpa Hamilton o Toto Wolff.

Ha ancor meno senso parlare, come sento e leggo, di presunti favoritismi della FIA alla Mercedes, o di doppiati che sbarrano il passo ai ferraristi, o di Bottas “messo li per buttare fuori Vettel”; il finlandese ha fatto il suo mestiere, ha tenuto dietro Vettel con gomme finite per 25 giri, e la strategia del muretto Mercedes è stata perfetta. Non ne hanno colpa loro se il box Ferrari oggi ha sbagliato per ben due volte; e comunque, anche se Seb fosse uscito dai box davanti a Bottas, avrebbe probabilmente raggiunto Hamilton, ma considerato che ci ha messo 25 giri a saltare il compagno di squadra con gomme finite, dubitiamo che Lewis gli avrebbe steso il tappeto rosso…


Dispiace, in generale, non sfruttare appieno il potenziale della SF71H, che riesce a competere su tutti i tipi di circuiti, compresi quelli che richiedono potenza ed efficienza aerodinamica, a differenza degli anni passati, grazie all’aggiornamento della componente elettrica della PU che garantisce maggiore velocità di punta alla rossa. Se questo finora non è accaduto, è dovuto principalmente ad errori di strategia o dei piloti. 

Infine, una domanda? Dopo l’episodio di Hockenheim, e dopo la gara che ha fatto oggi, senza nemmeno poter bere, siamo sicuri che Raikkonen non meritasse, dopo anni da scudiero di Vettel, almeno di finire secondo? Avrebbe potuto superarlo del contatto con Bottas, ma ancora una volta gli ha ceduto il passo. Non siamo mai stati teneri con Kimi, ma questi “giochi di squadra” che cominciano alla terza gara, e che penalizzano un pilota che attualmente va forte almeno quanto il compagno, francamente cominciano a stancare. Vero Maurizio?

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