GP Ungheria, Hamilton domina con l'aiuto del team, Ferrari limita i danni

GP Ungheria, Hamilton domina con l'aiuto del team, Ferrari limita i danni

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È la 67° vittoria della carriera, la 6° sulla pista dell'Hungaroring, quella che ha portato a casa oggi Lewis Hamilton, che gli consente di andare in vacanza da leader del Mondiale con un distacco da Sebastian Vettel rafforzato, e con uno stato mentale straordinario.

Una gara tutta nel segno dell'inglese che dalla partenza ha subito messo le cose in chiaro, rimarcando la sua superiorità in terra Ungherese, poiché già dopo i primi giri il driver Britannico aveva già aperto un bel gap sul secondo, Bottas, che ha poi gestito fino alla fine della gara, dimostrando che oggi poteva fare ciò che voleva con la sua W09.

Un gap che è stato in grado di gestire anche nella fase peggiore della gara, quella in cui solo Vettel, su strategia diversa, poteva impensierirlo, visto che se Vettel fosse stato chiamato un giro prima di quello in cui ha effettuato il pit stop, sarebbe rientrato a circa 8 secondi dietro a Lewis, ma davanti a Bottas, libero di sfruttare le gomme Ultrasoft nuove e libero di andare a caccia del suo rivale.

Rivale che però era palesemente in gestione della gara, visto che quando voleva il pilota numero 44 sfoderava tempi velocissimi.

Gestione totale quella di Lewis che tra ieri e oggi è apparso in stato di grazia, ieri micidiale per la pole, oggi magistrale in gara, abile nel far durare le gomme e amministrare la sua leadership, che come detto solo Vettel poteva togliergli.

Parlando di Vettel, dunque di Ferrari, il bicchiere non può essere considerato ne mezzo pieno ne mezzo vuoto, poiché sarebbe mezzo pieno considerando la qualifica di ieri e le posizioni di partenza, ma sarebbe mezzo vuoto in virtù della strategia con Vettel, che insieme alla velocità della vettura poteva permettere di fare molto bene, che però non è stato possibile sfruttare fino in fondo a causa del pit stop che ha rimesso Seb in pista dietro Bottas.

Buona gara, alla fine, dei due piloti che hanno fatto il massimo, limitando i danni in termini di punti, anche con Raikkonen buon terzo.
Entrambi i Ferraristi lasciano però l'Ungheria con il rammarico di non aver concretizzato l'ottimo potenziale della macchina, che nelle simulazioni di venerdì e a tratti oggi è sembrata la miglior macchina.

Buona gara anche per Bottas, usato senza mezzi termini dal team Mercedes per salvare Lewis Hamilton dal ritorno di Vettel, che ha percorso quasi tutta la gara con gomme soft, che ha gestito egregiamente, e che solo per pochi giri non è riuscito a concludere in seconda posizione, ma ha dimostrato grande velocità e abilità nella gestione gara.

Gara in parte rovinata dalle difese nel finale, dove prima ha quasi buttato fuori Vettel durante il sorpasso del Tedesco, e poi ha replicato la manovra con Daniel Ricciardo, quasi a non voler accettare la supremazia degli altri piloti che arrivavano da dietro con gomme molto più performanti.

Riccardo, ottimo 4° alla fine è stato l'unico Red Bull al traguardo che dopo una bellissima rimonta dalla 12° posizone allo start, ha limitato i danni per il team di Milton Keynes, che continua a lottare con problemi di affidabilità.

Per concludere, nota di merito a Pierre Gasly che con l'altalenante Toro Rosso Honda ha chiuso in 6° posizone dimostrando ancora una volta il suo talento e la sua bravura.



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f1 | ferrari | scuderia | 2018 | pu | vettel | raikkonen |


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