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In Canada cala il sipario sul campionato di Formula 1 2019 e tramontano le speranze per la Ferrari di vincere un Gran Premio di qui a novembre.

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In Canada cala il sipario sul campionato di Formula 1 2019 e tramontano le speranze per la Ferrari di vincere un Gran Premio di qui a novembre.

Il risultato è che Hamilton (voto 9) vince anche quando non vince, il tutto per un episodio destinato a far discutere: quell’uscita di pista di Vettel che, nel rientro, lo ha costretto a rallentare per evitare il contatto. Subito si sono trovate le analogie con Montecarlo 2016, o con Spa-Francorchamps 2008. Noi una scena identica l’avevamo vista 25 anni fa ad Adelaide. C’era sempre un tedesco al comando e un inglese in seconda posizione. La differenza è che in quel caso il tedesco era più furbo dell’inglese e infatti nessuno dei due tagliò il traguardo, ma il primo vinse il mondiale con buona pace della FIA e dei suoi tanti detrattori…


Ora, sul fatto che Vettel non potesse fare diversamente c’è poco da discutere. Poco da discutere anche sul fatto che la manovra sia stata potenzialmente pericolosa per Hamilton. Quindi, a rigor di logica, la penalità è stata giusta: sbagli e paghi le conseguenze del tuo errore, come ha fatto Verstappen su Raikkonen lo scorso anno. Il problema semmai è un altro: che questo metro di giudizio vale solo per alcuni. Per altri, in particolare per la Mercedes numero 44, le penalità non esistono. Vi serve la prova? L’ultima penalità inflitta al campione in carica (non consideriamo quelle per motivi tecnici) è stata in Bahrain nel 2017 per aver guidato troppo lentamente dietro la safety-car. In compenso nel 2011 (a tanto bisogna risalire per trovare Mr Martello dietro la lavagna) se ne è cuccate la bellezza di 5.

Per Mr. 4 titoli del mondo questa si tratta della sesta penalità dal 2015, ossia da quando guida per la Ferrari. A pensar male si compie peccato, ma spesse volte ci si azzecca, diceva un vecchio statista…

Detto questo c’è poco da imputare a Seb (voto 10): la Ferrari, persino su piste considerate amiche dai soliti bene informati, non vale la Mercedes e guidare per quasi due ore ininterrottamente aggrappati al volante non è facile per nessuno. La stella a tre punte non sarebbe mai riuscita a passare il cavallino perché il miglior motore metteva al sicuro Vettel sull’unico vero punto di attacco. Visto che ci piace ricordare il passato, riavvolgiamo il nastro a Montreal 2003 e troviamo un podio in cui Schumacher vinse sul fratello per soli 7 decimi; Montoya, terzo, finì a 1.3 secondi dal primo posto; Alonso, 4, a 4,4 secondi. Anche in quel caso Maranello aveva dettato la legge sulla cavalleria.

L’unica sbavatura gli è costata molto cara, ma restiamo dell’idea che a Modena farebbero meglio a mettere in pista l’altra SF90, che è sicuramente più bella da vedere e probabilmente anche da guidare. Leclerc (6) ha vissuto un week-end nell’anonimato (avrebbe dovuto cercare di restare più vicino ai primi per infastidire Hamilton), anche se la strategia non l’ha aiutato, mentre Bottas (4) ha definitivamente gettato la spugna, arrivando a un minuto di distacco dal leader. Il suo compagno di squadra conduce la graduatoria con 29 punti di vantaggio, il che significa che, anche in caso di ritiro (impossibile) e di contestuale successo del finlandese continuerebbe a guidare il campionato: via libera agli ordini di scuderia con buona pace di gufo Ocon che hanno visto svolazzare di gioia dopo la bandiera a scacchi.

Bravo ancora una volta Max Verstappen (ormai lo scriviamo ad ogni GP: voto 8), ultimo dei piloti a pieni giri: più di così con la Red Bull di oggi non si poteva fare. Finalmente in ripresa il team Renault, nonostante i distacchi inaccettabili accumulati da Ricciardo (8) e Hulkenberg (8), sacrificato per l’occasione. la menzione della domenica se la prende Lance Stroll (9) che davanti al pubblico di casa ottiene un inatteso nono posto, domando persino il compagno di squadra Perez (6). Continua il periodo no dell’Alfa Romeo: il nostro Antonio (6 in fiducia) ha compromesso la gara con un testacoda, ma difficilmente l’avremmo visto in zona punti. Raikkonen (4) non pervenuto.

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