Tanto per cominciare ...

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Da poche ore si è concluso il secondo giorno delle attesissime prove libere per la stagione 2020 di Formula 1. La buona notizia è che quest’anno tutte le scuderie sono ai blocchi di partenza, e speriamo che la Williams torni a fare qualcosa di più che la comparsa.

Le tre scuderie principali hanno svelato da qualche giorno le proprie monoposto e, in linea di massima, si tratta di evoluzioni di quelle del 2019. Logico che siano in pochi ad essersi presi delle licenze poetiche, visto che questa sarà l’ultima stagione prima della rivoluzione copernicana e sbagliare un progetto significa non avere il tempo per rimediare. Già da questo punto di vista c’è qualche motivo di preoccupazione perché la Ferrari, candidata numero 1 a contendere il titolo alla Mercedes, non ha modificato le famigerate sospensioni anteriori che l’anno scorso hanno permesso una migliore gestione degli pneumatici alla squadra anglotedesca. Ma il vero problema è che, inspiegabilmente all’unanimità, le gomme 2020 sono state bocciate, costringendo la Pirelli ad utilizzare anche per questa stagione quelle dell’anno scorso.


Dopo i tre successi consecutivi della Ferrari qualcuno ha iniziato la litania dei se: se in Bahrain e in Russia il motore non si fosse fritto, se a Baku e in Germania Leclerc non avesse sbattuto, se a Montecarlo il muretto avesse fatto il proprio lavoro… allora il mondiale non sarebbe stato così monotematico. Il problema è che non solo i problemi che ha manifestato la scuderia di Maranello hanno riguardato praticamente tutti gli aspetti della gestione sportiva, ma, se anche fosse andato tutto perfettamente, comunque non ci sarebbe stata partita. La Mercedes ha ottenuto il massimo risultato possibile (1 e 2 posto) nella metà dei GP disputati, vincendone 15 su 21: un dominio schiacciante. Non vediamo alcun valido motivo per cui non dovrebbe continuare a suonare la stessa sinfonia anche nel 2020: ammesso che qualche gara in più possa essere concessa alla concorrenza, Hamilton non dovrebbe aver alcun problema ad eguagliare il numero di mondiali vinti da Schumacher. Sul fatto che lo possa battere, dal nostro punto di vista, ci sono grossi dubbi: nel 2021 la Mercedes non avrà più il vantaggio competitivo che si era costruito scrivendo da sé le regole tecniche dell’era ibrida e presumibilmente dalle parti di Liberty Media cercheranno, oltre che a livellare le prestazioni, di avere un occhio di riguardo per il Cavallino Rampante che da troppo tempo non vince un fico secco.

Sperando di essere clamorosamente smentiti dai tempi (o magari, chissà, dall’affidabilità), crediamo che un vero motivo di interesse per la stagione che sta per iniziare sarà il duello all’interno dei box di Maranello. Vettel è all’ultima spiaggia e non può permettersi errori: quest’anno però non parte più con i galloni della prima guida e dovrà sfoderare quella cattiveria che in fondo non ha mai avuto perché quando ha vinto ha vinto facilmente e quando ha perso ha perso malamente. Al contrario Leclerc è chiamato a compiere il salto di qualità: l’impresa a Monza nel 2019 è ancora scolpita negli occhi di tutti i tifosi della rossa, ma quest’anno certi errori non potranno più essere accettati tanto bonariamente.

Occhio anche a Max Verstappen: se la Red Bull glielo permetterà non si farà pregare e potrebbe essere un cliente molto fastidioso per sua maestà Hamilton. Molto dipenderà dal motore Honda, forse l’unica variabile, nei pacchetti del trio di testa, a poter essere migliorata in modo significativo.


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