Gp Ungheria: Hamilton come Schumacher, Verstappen primo tra i mortali

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Gli indizi c’erano tutti e, ad essere sinceri, non erano sorprendenti. L’Ungheria non è più terra di conquista, è proprio una seconda casa per Lewis Hamilton. Weekend mostruoso per il britannico che vince con imbarazzante facilità conducendo la gara in maniera perfetta dall’inizio alla fine.

Una superiorità estrema da parte della Mercedes che trova conferma nella gara di Bottas, molto veloce e supportato da una strategia cucita a puntino, terzo nonostante una partenza pessimsa.

La vera sorpresa viene da Verstappen che dimostra di essere un predestinato viste le tante difficoltà tecniche nei giorni precedenti ed un incidente addirittura nel giro di formazione.

Domenica agrodolce, invece, in casa Ferrari: Vettel lancia un segnale per costanza e grinta con una buona rimonta, male Leclerc nella strategia e scelta delle gomme.


Tra i tanti interrogativi, il gran premio d’Ungheria ne certifica uno di non poca importanza: come si svilupperà l’inchiesta sulla Racing Point e sulla sua potenza? Per avere un verdetto, bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Tornando alla gara, il gran premio si apre nuovamente con la paura per la pioggia. La partenza è perfetta per Lewis Hamilton seguito da Stroll e dall’ottimo spunto delle Ferrari che risucchiano Bottas. Considerando le condizioni della pista, i piloti vanno subito ai box dopo appena tre giri. Gomme gialle per tutti, tranne che per Leclerc che sceglie le rosse. Una decisione che si rivelerà un clamoroso autogoal con il pilota Ferrari che va subito in crisi e viene superato sia da Vettel che da Albon perdendo molte posizioni. In testa, invece, Hamilton macina giri veloci superando ampiamente i dodici secondi di vantaggio sugli inseguitori. Mentre la gara prosegue, però, l’attenzione è rivolta al cielo ed alle previsioni metereologiche. Tutti i team decidono di scommettere sugli eventuali cambiamenti atmosferici. La Ferrari cambia di nuovo con Leclerc puntando sulla gomma bianca per arrivare fino in fondo. Una scelta che verrà applicata anche a Vettel al 30^ giro per puntare ad una grande rimonta. Nel frattempo la FIA comunica di aver messo sotto inchiesta la Red Bull per aver asciugato artificialmente la griglia di Albon. A metà gara, inizia una vera e propria gara di strategia tra scuderie nella scelta delle gomme. Le Mercedes mantengono le gomme gialle, mentre Vettel è in piena modalità rimonta e scala la classifica fino al quinto posto. Con un Hamilton che inizia i doppiaggi, l’attenzione è tutta concentrata su Bottas alla ricerca del secondo posto di Verstappen. La “passerella” del campione del mondo viene interrotta, a cinque giri dalla fine, da una querelle con il suo team. Il muretto Mercedes, infatti, richiama Hamilton ai box per un ultimo cambio gomme alla ricerca del giro veloce. Il pilota, dopo un iniziale rifiuto, rientra al 67^ giro per cercare l’ennesimo sigillo domenicale. Il campione del mondo non si smentisce e segna un super tempo da 1’16. Grande fatica finale per la Ferrari: Leclerc perde anche la decima posizione ai danni di Sainz, mentre Vettel cede il quinto posto ad Albon. Finale pazzesco per la seconda posizione nel duello Verstappen – Bottas. Il pilota Mercedes ci prova, ma l’olandese si difende bene e si assicura il secondo posto. Hamilton vince per l’ottava volta il gran premio d’Ungheria ed eguaglia Michael Schumacher.

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