Michael Schumacher - le verità nascoste

Michael Schumacher - le verità nascoste

Tra sussurri, spie e soffiate vere e proprie, il clima del sospetto si alimenta continuamente ed in maniera ciclica. In questo contesto si inseriscono tutte le voci riguardanti i problemi ...

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"È sveglio, respira, il suo cuore batte, probabilmente può sedersi e fare piccoli passi con aiuto, ma non di più. Credo che questo sia il massimo che possa fare. Penso che sia in uno stato vegetativo, il che significa che è sveglio ma non risponde”. Parole dure che, in qualsiasi contesto, lascerebbero poche speranze ad una possibile guarigione. Una sensazione di sconforto che si trasforma, immediatamente, in una doccia gelida quando il soggetto in questione risponde al nome di Michael Schumacher.

Sono passati sette anni, sette lunghissimi anni dal tragico incidente di Meribel. Un lasso di tempo che sembra infinito considerando le tante speculazioni ed intrecci che hanno trasformato la vicenda in una serie tv degna della migliore piattaforma di streaming online. Il massimo riserbo voluto dalla moglie Corinna e dalla famiglia, le tante ombre che si sono addensate sulla vicenda non hanno di certo aiutato il pensiero maturato nell’opinione pubblica da sempre facilmente influenzabile. L’incidente di Meribel ha segnato in maniera inequivocabile la vita di Schumi creando una netta linea di demarcazione: da un lato la leggenda della Formula 1, dall’altra una vita fatta di pettegolezzi, sussurri e mezze verità.


In fondo le parole del neurologo Erich Riederer, rilasciate in un documentario dedicato a Schumacher trasmesso su TMC Francia, sembrano giungere con un perfetto tempismo da orologio svizzero. Proprio in queste ultime settimane, infatti, l’attenzione è stata calamitata dal figlio Mick Schumacher e dalla possibilità concreta di sbarcare in Formula 1 molto presto. Un’ascesa sportiva che fa sognare tifosi ed addetti ai lavori, un passaggio di testimone per portare avanti la dinastia degli Schumacher e mantenere viva l'eredità di Michael.

Ma la storia del Kaiser non può essere cancellata ed, ogni weekend, viene rivissuta in pista con un Lewis Hamilton alla continua ed ossessiva rincorsa ad ogni suo record. Per questo motivo le ultime dichiarazioni del neurologo Riederer non possono passare in secondo piano e lasciare indifferenti. Pur rispettando il dolore della famiglia e la grande riservatezza richiesta, questi sette lunghi anni di silenzio hanno solo rafforzato la convinzione che qualcosa sia stato nascosto. Ed attenzione quando il soggetto in questione è una leggenda mondiale dello sport, è assolutamente normale che milioni di persone siano interessate alla vicenda. Nonostante i sette anni passati, infatti, l’attenzione non è mai calata come testimoniato da questo ultimo documentario che sta facendo scalpore per le dichiarazioni del neurologo. “Michael Schumacher: alla ricerca della verità” mette a nudo la volontà di andare a fondo ad una vicenda che dal 2013 si scontra con la “strategia di non comunicazione” della famiglia. L’assenza di un qualsiasi tipo di comunicato sullo stato fisico e psichico di Schumacher ha rafforzato l’idea che l’equipè medica chiamata, in un primo tempo, ad intervenire sul pilota abbia indugiato a lungo per la troppa paura di sbagliare. Un’accusa pesante che prova a creare delle crepe nel muro di silenzio innalzato dalla famiglia.

Chi, invece, ha sempre supportato e difeso le decisioni famigliari è stato Jean Todt. Il presidente FIA ed ex dg della Ferrari, nelle scorse settimane, non solo ha difeso Corinna ma non ha risparmiato degli attacchi diretti nei confronti di stampa ed anche professionisti sanitari: “Ho letto cose incredibili sul suo ricovero e come al solito quelli che sanno non parlano, e quelli che non sanno parlano. Sono stupefatto che, quando è venuto a Parigi per un controllo in ospedale, della gente che dovrebbe privilegiare il segreto medico abbia parlato. Questo onestamente toglie tutta la fiducia, per me è indegno e spero che troveremo la fonte. C’è poco altro da dire”. Tra sussurri, spie e soffiate vere e proprie, il clima del sospetto si alimenta continuamente ed in maniera ciclica. In questo contesto si inseriscono tutte le voci riguardanti i problemi economici della famiglia Schumacher, le proprietà vendute per pagarne le cure e le presunte scelte finanziarie di Corinne.

Questo gioco delle parti, però, ci ha fatto dimenticare la cosa più importante: la dignità umana. Michael Schumacher, prima di essere stato una leggenda della Formula 1, è un uomo che merita rispetto. In una realtà quotidiana nella quale il sospetto sta alla base di tutto, la speranza e la consapevolezza di ciò che ci circonda possono ancora recitare un ruolo chiave fondamentale. Michael ci ha fatto sognare in pista con le sue innumerevoli vittorie al cardiopalma. Adesso, come ognuno di noi, affronta la propria vita con tutte le difficoltà che ogni percorso ci mette di fronte.


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