La Formula 1 (non) è dei tifosi

La Formula 1 (non) è dei tifosi

Il Gran Premio dell’Emilia Romagna si correrà a porte chiuse, una decisione che scrive l’ennesima pagina nera di questi ultimi mesi di sport. Nonostante il grande lavoro organizzativo ed i protocolli sanitari molto restrittivi, Imola alza bandiera bianca

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La tutela della salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Sapevamo che in un momento complesso come questo, alla luce del nuovo Dpcm, era difficile poter pensare alla presenza del pubblico. Noi abbiamo provato fino alla fine, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che ringrazio, a far capire che avevamo preso tutte le misure necessarie per prevedere la presenza di pubblico in sicurezza, nel pieno rispetto di tutte le norme anticontagio”. Parafrasando la formula di Sanremo: musica e parole di Marco Panieri.

Purtroppo, però, non ci troviamo di fronte ad un nuovo astro nascente della musica ma alle dichiarazioni del sindaco di Imola. Poche righe postate su Facebook che trasudano rassegnazione. Questo è lo stato d’animo che, ormai, ci pervade nella nostra quotidianità al fianco del Covid – 19. La paura, la rabbia, la delusione hanno lasciato spazio ad un sentimento capace di annullare ogni tipo di sforzo ed impegno per migliorare la situazione.


Il Gran Premio dell’Emilia Romagna si correrà a porte chiuse, una decisione che scrive l’ennesima pagina nera di questi ultimi mesi di sport. Nonostante il grande lavoro organizzativo ed i protocolli sanitari molto restrittivi, Imola alza bandiera bianca come migliaia di altre città in giro per il mondo. Ormai non si parla più di Formula 1, di calcio o di basket: qui si sta perdendo la vera essenza dello sport. Ancora una volta un cortocircuito a livello istituzionale ha penalizzato i tifosi, la vera essenza di ogni sport. Il mancato accordo tra la regione Emilia Romagna, il Comitato Tecnico Scientifico ed il ministro della Salute Speranza ha così penalizzato ben 13 mila tifosi già in possesso del biglietto d’ingresso. Nemmeno la mediazione per far accedere la metà degli aventi diritto è andata a buon fine. Alla luce di questo annuncio, o meglio, di questa decisione di non decidere siamo sempre noi poveri amanti dello sport ad uscirne sconfitti.

A tutto questo si aggiunga  la beffa con il solito tiro e molla, tra gli organizzatori, sulle modalità del rimborso biglietti. Insomma appare evidente che la Formula 1, e lo sport in generale, non sono più della gente. Questa ennesima grande delusione per i tifosi, in particolare per quelli italiani, arriva alla vigilia di un gran premio tanto atteso. Dal 2006 la Formula 1 non tornava ad Imola per un weekend che si preannuncia innovativo. Il Consiglio mondiale della FIA ha, infatti, approvato le nuove norme per far svolgere la gara nell’arco di due giorni. Unica sessione di prove libera da 90 minuti il sabato mattina prima delle consuete qualifiche del pomeriggio. Un nuovo programma più concentrato che avrebbe aumentato sicuramente l’adrenalina e lo spettacolo per tutti i tifosi presenti sulle tribune. Invece ci toccherà accendere la televisione ed osservare tutto dal divano di casa.

La verità è che la Formula 1 sembra essere diventata una gara di kart tra amici. Nessuno estraneo ammesso ai bordi della pista, nessun osservatore sulle tribune, ma solo una gara tra amici. Tutto questo 2020 sembra un susseguirsi dello stesso copione per ogni weekend di gare senza alcuna sfumatura diversa. E badate bene tutto questo non riguarda lo strapotere di Hamilton lanciato verso l’ennesimo titolo mondiale. Qui parliamo di atmosfera, clima sulle tribune e tutte quelle caratteristiche che differenziano uno Stato da un altro.

Soffermandoci, poi, sul nostro Paese l’Italia aveva la possibilità di recitare un ruolo chiave in questa stagione viste le molteplici tappe del mondiale sui nostri circuiti di casa. Purtroppo più che porte chiuse quelle di questa settimana sembrano più delle porte sbattute in faccia e senza un minimo rimorso. Una sensazione amplificata se pensiamo alle parole della società organizzatrice dell’evento: “Speriamo che le istituzioni riconoscano l’opportunità di sperimentare una modalità innovativa di gestione delle tribune all’aperto con il distanziamento sociale assicurato per consentire il proseguimento di attività economiche altrimenti destinate all’estinzione, soprattutto nell’ottica di garantire un futuro a tali strutture ed alle migliaia di operatori del settore”. Abbiamo perso. Abbiamo perso ancora una volta tutti. Cari tifosi, la verità è che noi siamo l’ultima ruota del carro. A loro non interessa di noi, delle nostre emozioni e del nostro amore per questo sport. Fin quando gli interessi economici sorreggeranno un sistema sport vicino al collasso, noi saremo solo argomento di contorno alla tavola del potere. E così mentre si organizza il calendario e l’esordio del mondiale 2021 di Formula 1, c’è chi tra delusione e sconforto tiene in mano quel biglietto che ha lo stesso valore della cartastraccia.

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