DENTRO IL PADDOCK - Mario Isola

A poche settimane dal venticinquesimo compleanno di Formula1.it, nella stagione del grande cambiamento regolamentare e dello storico passaggio ai cerchi da 18 pollici, abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare Mario Isola, Head of F1 & Car Racing di Pirelli, sicuramente uno dei manager italiani più noti nell’affascinante mondo della F1.

Pirelli è un'eccellenza italiana che ormai da tanti anni è fornitore unico di pneumatici in F1, e Mario Isola con la sua competenza e disponibilità è un punto di riferimento sia tecnico che strategico per appassionati ed addetti ai lavori. La Formula 1 sta cambiando e non potevamo che chiedere a lui informazioni su cosa ci aspetta e su quali saranno le principali novità del 2022.

Ringraziandolo ancora per la gentile disponibilità vi lasciamo all’intervista di Formula1.it!

L'intervista a Mario Isola


Tra pochi giorni inizieranno i festeggiamenti per i 150 anni dalla fondazione del gruppo, cosa ci riserva il futuro di questa eccellenza italiana nel mondo e quanto è importante la F1 per Pirelli?

"Dopo dodici anni di presenza continua come fornitore, l'importanza della Formula 1 per Pirelli è un qualcosa di consolidato, è un'attività che ci permette di sviluppare tecnologia, di guardare avanti. Ed è quello che sta facendo l'azienda, che dopo 150 anni vuole essere un'azienda moderna, orientata al futuro. Abbiamo un po' spiegato quali sono i prossimi passi di questa start up di 150 anni durante l'evento che c'è stato al teatro di Milano il 28 a gennaio. Pirelli è un'azienda che crede molto nel motorsport, forniamo più di 230 campionati, parlando di attività su quattro ruote. Siamo molto orientati inoltre allo sostenibilità, che è un tema estremamente caro a tutto il gruppo e al motorsport in particolare, perché il motorsport è sempre stato un traino tecnologico. Di conseguenza questi temi devono essere abbracciati e portati avanti dal motorsport in linea con quelle che sono le politiche aziendali già in essere da anni, che vengono costantemente studiate, implementate con nuovi sistemi, nuovi processi produttivi, sempre più sostenibili, votati alla riduzione dell'utilizzo delle energie, sfruttando il rinnovabile. Insomma viene studiato e perfezionato tutto quello che riguarda il ciclo di vita del prodotto. Quindi, abbiamo tanta carne a fuoco e continuiamo a lavorare in questo senso. Sono felice di far parte di questa grande famiglia".

Lei da tanti anni rappresenta il volto di Pirelli in F1, quale è stato il percorso che l’ha portata fin qui e cosa consiglia ai giovani che vorrebbero lavorare in Pirelli?

"Prima di tutto sono un grande appassionato di motori. Ho cominciato a seguire la Formula 1 ad undici anni, a correre con i kart, ad andare ai Gran Premi per tifare i miei idoli dell'epoca. Poi, ho avuto l'opportunità di entrare in Pirelli, perlaltro con un ruolo comletamente diverso, dal momento che prima sono stato assunto come collaudatore e successivamente sono passato in progettazione. Stavo studiando ingegneria meccanica, quindi ho avuto la possibilità di muovermi all'interno dell'azienda passando dal progettare pneumatici stradali a quelli da corsa. E poi è arrivata la sfida della Formula 1 dopo una decina di anni che ero già all'interno del motorsport, ambiente in cui ho debuttato alla fine del 2000. Chiaramente la F1 è un po' un punto di arrivo, l'idea di tutti i giovani che vogliono lavorare nel motorsport. Ma ci sono molti altri campionati che danno grandi soddisfazioni. Io ho lavorato nel GT, nel Rally, ho seguito tante altre attività. Dunque i giovani non pensino solo alla F1, perchè comunque la sfida tecnica esiste ovunque. Dipende ciascuno che cosa vuol fare, ci sono ruoli tecnici, di comunicazione, di marketing, di logistica. È una business unit con tante funzioni al nostro interno, c'è spazio per tutti e per tutte le passioni differenti che possono avvicinare una persona al motorsport".

Passiamo a qualche domanda più tecnica. Avete stimato quanto e se i nuovi pneumatici da 18 pollici influenzeranno i tempi medi sul giro?

"La vetturà sarà più pesante di alcuni chili, si andrà abbastanza vicino agli 800 chili. Per quanto riguarda gli pnaumatici, quelli da 18 pollici pesano uguale a quelli da 13 pollici. La gomma è un po' più grande di diametro, però si riduce il fianco, per cui siamo lì. Quello che pesa di più è il cerchio, ovviamente. I cerchi anteriori pesano circa 2,5 chili, i cerchi postieriori circa 3 chili. Quindi vuol dire in totale più di dieci chili. Poi ci sono alcune modifiche fatte alle vetture che hanno portato il peso della stessa a salire. L'effeto peso lo conosciamo, facciamo dei calcoli, riferiti anche al carburante imbarcato dalle monoposto, che può dare una penalizzazione in termini di tempo sul giro, poi dipende dalla pista. Il tema è che fare un confronto 2021-2022 non è così semplice. Perchè abbiamo un effetto peso, un effetto carico aerodinamico, un pacchetto aerodinamico che è stato disegnato in maniera completamente differente. Questo sarà probabilmente più efficiente ad alta velocità e meno efficiente a bassa velocità, quindi il delta tempo su piste veloci sarà minore rispetto al 2021. Su piste più lente o con curve a bassa velocità invece questo delta dovrebbe aumentare leggermente. Lato pneumatici, il livello di grip del 18 pollici è in linea col livello di grip del 13 pollici, quindi noi abbiamo ridisegnato tutto il prodotto, in tutte le mescole, con l'idea di farle più resistenti al surriscaldamento, con un degrado minore, con un working range più ampio, ma senza renderlo più duro e senza andare a perdere il grip. Dunque, abbiamo mantenuto lo stesso livello di grip cambiando l'approccio con cui queste mescole vengono disegnate, gli ingredienti sostanzialmente. Nella stagione 2022 debutterà una nuova famiglia di mescole, concettualmente molto differenti dagli anni precedenti".


C’è un pilota che vi ha fornito un feedback particolarmente utile durante i test con le nuove gomme?

"Difficile dirlo, perché i piloti di Formula 1 sono i migliori venti piloti al mondo. Tutti hanno delle ottime caratteristiche, anche da collaudatori. Ci sono piloti più esperti, che magari riescono a darti anche dei feedback legati alle loro esperienze, a fare dei confronti, ad aggiungere elementi legati a qualcosa che ricordano. E ci sono piloti più giovani, molto bravi, che ti possono dare dei feedback molto accurati rispetto alla base di sviluppo che abbiamo sempre durante i test. I pareri di entrambe le categorie di piloti sono per noi importanti. Poi, la macchina Formula 1 è un laboratorio così pieno di sensori che possiamo vedere tantissimi dati, confermare quelli che sono i commenti dei piloti, vedere se ci sono delle discrepanze. Devo dire che con i piloti di Formula 1 è difficile trovare delle differenze con quello che dicono i sensori. Tutto questo è positivo, assieme al fatto che al post season test di Abu Dhabi abbiamo riverificato le caratteristiche che avevamo identificato durante tutto il nostro percorso di sviluppo e le abbiamo confermate. Questo è importante. Ci siamo trovati con le mule car, quindi non con le macchine 2022, ma tutti i piloti in pista ci hanno dato un feedback molto allineato rispetto a quello che avevamo visto durante il percorso. Ciò ha confermato la bontà del lavoro fatto dopo più di un anno di sviluppo".

Lo scorso anno in diverse occasioni c’è stata veramente poca differenza di tempi sul giro tra una mescola e l’altra. Le nuove gomme, create per avere una finestra di funzionamento ancora più ampia, potrebbero ridurre ulteriormente il gap tra le mescole?

"È possibile. Molto dipende dalle scelte che verranno fatte ad ogni Gran Premio. Quando citavi la vicinanza di prestazione tra la mescola media e la mescola soft è perché in qualche caso si ha una mescola media che lavora molto bene e una mescola soft che magari sul quel determinato circuito è pittosto spenta. In alcuni punti, in determinate curve, la soft soffre un po' di più rispetto alla mescola media, e questo fa sì che il tempo sul giro sia molto simile. Considera che nella target letter che abbiamo concordato per il 2022 con i piloti, con la squadre e con la FIA, il delta tempo sul giro, come obiettivo, è di mezzo secondo tra una mescola e l'altra. Quindi si parla di mescole comunque concettualmente molto vicine. Poi, questo mezzo secondo può diventare un po' di più o un po' di meno, a seconda della lunghezza e delle caratteristiche della pista. Monza, ad esempio, è una pista molto lunga, però la lunghezza è definita da tanti rettilinei, dove la mescola non fa una differenza di grip. In questo caso potremmo vedere un delta più piccolo. Come a Spielberg, dove il giro è molto corto. Spa, invece, è un circuito dove il giro è molto lungo e pieno di curve. È chiaro che a Spielberg quel mezzo secondo può diventare tre decimi, mentre a Spa può diventare otto decimi. Si danno delle indicazioni di massima, che poi inevitabilmente varieranno in concreto a seconda del circuito".

Si è discusso per un po’ di togliere il vincolo di utilizzo di due mescole differenti in gara. Qual è la posizione di Pirelli?

"Io credo che funzioni bene l'obbligo delle due mescole. Perché, al di là del fatto che la F1 2022 è stata disegnata per dare più possibilità ai piloti di spingere e di avere azione in pista, il cosiddetto close racing, la strategia è un elemento interessante della gara. Il fatto di avere un obbligo di utilizzare due mescole aumenta la possibilità di vedere team che si spingono su strategia differente. Si era parlato addirittura di introdurre l'obbligo di utlizzare tutte e tre le mescole durante la gara, in modo da avere due pist stop. In realtà, poi si è evinto, con l'aiuto delle squadre, che questo avrebbe portato ad una convergenza generale delle strategie. Ci sono alcuni vincoli che aiutano ad avere più varietà, ma se questi vincoli aumentano si rischia di andare nella direzione contraria. Per cui, in questo momento, l'obbligo delle due mescole funziona bene e verrà mantenuto. Onestamente mi trovo d'accordo".

In alcuni circuiti la particolare conformazione dei cordoli ha causato non pochi problemi alla tenuta delle gomme, sono state discusse delle modifiche specifiche al regolamento in tal senso?

"C'è una discussione in corso. Diciamo che il problema era venuto fuori in Qatar, pista nuova, cordoli particolari, e quindi lo avevamo segnalato come giusto che sia. Cordoli che abbiamo rivisto in un paio di curve ad Abu Dhabi, generando un po' di discussione. Queste ultime, tuttavia, sono sempre positive se sono costruttive. Il tema delle piste è anche più ampio se vogliamo, non è facile trovare una soluzione che accontenta tutti. Ma credo sia un qualcosa di cui si possa discutere".

Chiudiamo con una previsione per il 2022?

"Eh, difficilissimo fare una previsione. Quando c'è un cambio regolamentare così radicale, si possono creare diverse situazioni. Dico una banalità, ma è così. C'è chi potrebbe interpetare molto meglio le regole nuove, ricavandone un notevole vantaggio prestazionale rispetto agli altri. Oppure, viceversa, potremmo assistere ad un campionato combattuto in cui i team sono molto vicini. Il nostro obiettivo sarebbe il secondo, così da avere maggior competizione. Ma non lo sapremo presto, perché ai test invernali le squadre tipicamente si nascondono, quindi non vedremo le prestazioni vere. Dobbiamo avere la pazienza di aspettare la prima gara in Bahrain. Speriamo che siano più di due le squadre a lottare per la vittoria. L'anno scorso è stato un bellissimo campionato. Il 2021 ci ha regalato una sfida in pista tra Hamilton e Verstappen che ci ha riportato alle battaglie tra Senna e Prost, Lauda e Hunt... Questo è quello di cui ha bisogno la Formula 1 e tutti i suoi appassionati. Stiamo lavorando duramente per ottenere tale risultato, gli ingredienti ci sono tutti, non ci resta che attendere ancora qualche settimana per vedere come andrà".

A cura di GIUSEPPE CANETTI e con la collaborazione dell'Ingegnere DANIELE MUSCARELLA (direttore del sito Formula1.it)

©RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE FORMULA1.IT

Foto: Twitter Pirelli, Instagram Mario Isola


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