Formula E: Evans vince a Roma. Frijns secondo, poi Vandoorne. Male Giovinazzi.

Spettacolo elettrizzante: queste appaiono le parole più adatte, seppur forse un po scontate, per descrivere al meglio lo spettacolo offerto, nella giornata di oggi, dalla quarta gara stagionale di Formula E.
Uno spettacolo durato 45 minuti più un giro, come prevede il regolamento, a cui sono stati aggiunti 5 minuti extra dalla direzione di gara.
Questa
Un tempo breve, se paragonato a quello di altre categorie, nel quale però non sono mancati crash, safety car, sorpassi, azione e colpi di scena.
Tutto questo insomma, è quanto di è visto tra le strade dell'Eur, dove si è svolta la prima delle due gare del campionato di monoposto completamente elettriche che la Capitale ospiterà in questo weekend.

Dopo lo shoot-out della qualifica che, come vi abbiamo raccontato, è stata rivista a partire questa stagione, anche la gara si è dimostrata altrettanto all'altezza delle aspettative, quantomeno per gli standard della formula, regalando show sin dai primi metri, sin dalla partenza.
Dopo pochi metri, di fatto, si è avuto un groviglio di quattro o cinque vetture che sono entrate in collisione, dopo la zona probabilmente più veloce della pista, nel tratto che passa davanti la sede di Confindustria, a pochi metri dal Colosseo quadrato, rimescolando le carte e togliendo di mezzo tre piloti.

Evento non senza conseguenze sul regolare svolgimento della gara che, ha forzato la race control, a imporre prima un periodo di Full Course Yellow, per passare poi alla delibera della safety car.
Dal momento della ripartenza, la gara è stata tutta basata sulla tattica, sulla strategia, come è ovvio che sia per la categoria di auto "a batteria". I piloti, specie quelli di testa, si sono concentrati (con l'aiuto dei loro box, beninteso) sulla gestione della carica della batteria, andando a trovare il compromesso ottimale per trarre dalla vettura il massimo della performance, senza consumare troppa carica.
Non solo, ma la gestione di gara ha implicato anche un oculato utilizzo degli attack mode (due per ogni pilota, da regolamento), andando ad attivarli nei momenti più adatti, perdendo al massimo una posizione.
Si perché, per chi non lo sapesse, l'attack mode si attiva centrando due checkpoint posti al di fuori dalla traiettoria usuale che, da una parte fornisce più prestazione alla monoposto (per una durata di tempo prestabilita), ma porta generalmente a perdere una posizione in pista, che deve essere recuperata in seguito.

Tutta l'attenzione dell'evento, come sempre accade, si è incentrata sulla lotta per la vittoria, che ha visto tre o quattro piloti battagliare per il trionfo di tappa. Nelle prime tornate, i piloti ad avere la meglio, e che sembravano destinati a spuntarla, sono stati Stoffel Vandoorne e Robin Frijns, a cui si sono poi aggiunti Mitch Evans e, per un breve lasso di giri, Nick De Vries e Antonio Felix Da Costa.
Con il susseguirsi dei giri poi, e l'inevitabile passare del tempo, a trarre maggiori benefici dagli attack mode e dalle dinamiche dell'E-prix, è stato Mitch Evans.
Il Neozelandese che in una prima fase poteva apparire come un outsider, si è presto trasformato in lepre che, una volta aripionata la testa della gara, è stato capace di mantenerla sino alla bandiera a scacchi, aprendo anche un notevole gap, di circa 6 secondi, sui diretti inseguitori, vincendo con relativa tranquillità.

Un successo, quello del pilota del team Jaguar che segna per lui un deciso cambio di rotta, dopo una prima parte di stagione davvero negativa, con soli tre punti all'attivo nelle prime tre uscite.
Non solo, poiché evidentemente Roma è terra di conquiste per Evans, in quanto quello di oggi è il secondo successo in terra Italiana per il Neozelandese, che va a bissare il trionfo ottenuto nel 2019, sempre al volante della Jaguar.

Impossibile poi, nell'analisi di gara, non parlare di Antonio Giovinazzi, su cui erano puntate tutte le telecamere e la passione di tutti i 20mila tifosi che hanno riempito le tribune, sia per il suo recente trascorso in F1, sia poiché questa era la sua gara di casa.
Purtroppo però, l'E-prix odierno è stato ancora una volta negativo per il pilota di Martina Franca, che si conferma in difficoltà (anche per ragioni tecniche) come ha sinora dimostrato per tutta la prima parte di stagione, non riuscendo mai a staccarsi dalle ultime posizioni ne in qualifica ne in gara.
Infatti, dopo l'ultima posizione in griglia di partenza, il driver Italiano del team Dragon Penske non è riuscito ad andare oltre la 18esima piazza in gara.

Archiviato un frizzante quarto appuntamento stagionale, la Formula E non si ferma neppure in secondo, poiché già nella giornata di domani, sempre sul tracciato cittadino dell'Eur, si disputerà il quinto round stagionale che, ne siamo certi, regalerà spettacolo quantomeno come la gara odierna.




 

 

 


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