UFFICIALE - Haas

Come ben sappiamo, a causa dell'invasione russa in Ucraina, la Haas ha interrotto unilateralmente il contratto di partnership con l'azienda Uralkali, il cui proprietario, Dmitry Mazepin, è notoriamente legato al presidente Vladimir Putin. Il team americano, ha inoltre posto fine all'accordo con il pilota Nikita Mazepin, che da allora è stato sostituito da Kevin Magnussen.

Dopo le decisioni della Haas, Uralkali ha affermato che avrebbe agito per vie legali, rivendicando i soldi della sponsorizzazione che aveva già versato prima dell'inizio della stagione di F1 (qui la lettera di Uralkali).

A tal riguardo, Autosport.com riferisce che Haas ha appena risposto formalmente alla lettera di Uralkali, respingendo completamente le affermazioni della società.


La risposta della Haas ad Uralkali

La Haas insiste sul fatto che aveva il diritto di porre fine al contratto a causa di una clausola che impediva ad Uralkali di "ferire, mettere in discussione, ridicolizzare o ridurre la reputazione pubblica, la buona volontà dell'immagine favorevole di Haas". Ecco il comunicato del team americano:

"Secondo studiosi e giurisprudenza, la parte che risolve l'accordo per violazione dell'altra parte non ha l'obbligo di restituire a tale parte ciò che ha già ricevuto in base all'accordo. La pretesa di Uralkali di ottenere la restituzione dell'acconto di 12.000.000 di euro è quindi infondata e respinta. A meno che e fino a quando il suddetto importo non sarà stato pagato alla Haas, non esiste alcun obbligo da parte di Haas di consegna e non avverrà la consegna dell'auto di F1".

Secondo una fonte ben informata sulla situazione, Haas ha anche rifiutato di pagare a Mazepin il suo stipendio per il tempo lavorato in questa stagione prima che il suo contratto fosse annullato. La questione, ad oggi, sembrerebbe destinata a finire in tribunale, a meno che non ci sia un cambio di approccio dell'ultimo minuto da parte di Haas in relazione al denaro da restituire. Seguiranno aggiornamenti.



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La questione, ad oggi, sembrerebbe destinata a finire in tribunale, a meno che non ci sia un cambio ...

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