

La stagione 2006 della Spyker va letta come l’ultima parte della parabola Midland. La squadra iniziò il campionato come MF1 Racing, erede diretta della Jordan acquistata da Alex Shnaider, e solo nel finale assunse la denominazione Spyker MF1 Racing, dopo la cessione al costruttore olandese Spyker Cars. Il cambio di proprietà venne formalizzato a settembre e, per regolamento, non fu possibile modificare completamente il nome del team a stagione in corso: Spyker poté quindi entrare come title sponsor, con una nuova livrea arancione e argento nelle ultime gare.
In pista il campionato fu molto difficile. La squadra chiuse decima nel Mondiale Costruttori senza punti, davanti soltanto alla Super Aguri nella classifica ufficiale. I piloti furono Christijan Albers e Tiago Monteiro, confermati per tutta la stagione, ma raramente in grado di uscire dal fondo gruppo. Il miglior risultato fu il nono posto di Monteiro nel Gran Premio d’Ungheria, mentre Albers ottenne come miglior piazzamento il decimo posto nella stessa gara.
Rispetto al 2005, il cambiamento principale fu l’abbandono definitivo del nome Jordan e la nascita del progetto Midland con una licenza russa, pur mantenendo la base storica di Silverstone. L’obiettivo era costruire una nuova identità, ma la stagione venne presto condizionata dalle incertezze sulla proprietà e dalla successiva vendita. Un episodio significativo arrivò in Germania, dove entrambe le vetture vennero squalificate per irregolarità legate alla flessibilità dell’ala posteriore.
La monoposto, la Midland M16, era spinta dal motore Toyota RVX-06 V8 di 2,4 litri, abbinato a un cambio semi-automatico a sette rapporti con componentistica Toyota. Si trattava di una vettura nuova rispetto alla Jordan EJ15B del 2005, con telaio in compositi di carbonio, sospensioni push-rod e pneumatici Bridgestone. Il progetto era stato inizialmente collegato anche a una collaborazione con Dallara, poi interrotta, e venne sviluppato internamente sotto la direzione tecnica di James Key.
La M16 mostrò qualche progresso in qualifica rispetto alla vecchia Jordan, riuscendo in alcune occasioni a superare il primo taglio, ma non ebbe abbastanza carico aerodinamico e continuità per lottare stabilmente con il centro gruppo. L’arrivo di Spyker nel finale non cambiò i risultati immediati, ma preparò la transizione verso il 2007, quando la squadra avrebbe corso con licenza olandese, motori Ferrari e una struttura tecnica rafforzata dall’arrivo di Mike Gascoyne.
* Team Manager: Andy Stevenson
Sporting Relations Manager: Johnny Herbert
| Anno | Monoposto | Motore | Punti |
|---|---|---|---|
| 2006 | MF1 M16 | Toyota RVX-06 | 0 |