2013

GP India 2013: Vettel 4 volte Campione

Sul circuito di Buddh, in India, Sebastian Vettel scrive una delle pagine più iconiche della Formula 1 moderna. Quel giorno, al volante della Red Bull RB9, conquista la vittoria e con essa il quarto titolo mondiale consecutivo, un traguardo che lo inserisce di diritto nell’élite dei giganti: solo Fangio, Prost e Schumacher avevano saputo fare altrettanto.

La gara fu una passerella, Vettel partì dalla pole, gestì il ritmo come un metronomo e, dopo l’ultimo pit stop, lasciò a tutti solo la polvere. Ma fu ciò che accadde dopo la bandiera a scacchi a rendere indimenticabile quel 27 ottobre: il tedesco festeggiò con i donuts, parcheggiò la sua Red Bull davanti alla tribuna principale, scese dalla monoposto e la salutò con un inchino. Un gesto teatrale e simbolico, di rispetto per una vettura che gli aveva dato tutto — e che lui aveva portato all’apice della perfezione.

Dietro quella celebrazione, però, c’era anche il peso di un’epoca che stava finendo. Il GP d’India 2013 fu l’ultima vittoria della RB9 prima della rivoluzione ibrida che avrebbe chiuso il ciclo Red Bull-Renault. Vettel, ancora poco più che ventiseienne, era ormai l’uomo da battere, ma anche il pilota di una generazione destinata a misurarsi con una nuova Formula 1 fatta di silenzio elettrico e complessità elettronica.

Quel giorno il pubblico indiano vide un campione celebrare la perfezione tecnica e mentale, e la Formula 1, per qualche minuto, sembrò tornare indietro nel tempo, quando il pilota si fondeva con la macchina, con rispetto, timore e fiducia.




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