
31 ottobre 1987, Gran Premio del Giappone a Suzuka. La Formula 1 torna in Giappone dopo oltre dieci anni e il mondo intero aspetta il duello finale tra Nigel Mansell e Nelson Piquet, compagni di squadra alla Williams-Honda, nemici veri dentro al box.
Ma il destino decide diversamente: durante le prove del sabato, Mansell perde il controllo della sua FW11B alla Esse, sbatte violentemente contro le barriere, la Williams decolla su un fianco per poi atterrare sull’asfalto. L’impatto è tremendo — l’inglese resta immobile a bordo pista, portato via in barella con forti dolori alla schiena. L’immagine della sua tuta rossa e bianca, inerte, è un ricordo indelebile.
La diagnosi parla chiaro: trauma vertebrale, stagione finita. Piquet, che avrebbe comunque vinto il titolo con i punti già accumulati, si ritrova campione senza combattere, in una delle conclusioni più amare della storia del Mondiale.
Quel giorno, la fame di vittoria che aveva reso Mansell un leone lo punì nel momento più alto. E Suzuka divenne, per sempre, il teatro della sua grande occasione perduta.