1998

Hakkinen Campione del Mondo

Suzuka, 1 novembre 1998.

Mika Häkkinen, con la McLaren MP4/13, completa un capolavoro di precisione e sangue freddo, vincendo il Gran Premio del Giappone e conquistando il suo primo titolo mondiale.

La sfida con Michael Schumacher è durata tutto l’anno: due visioni opposte di corsa, due stili diversi, due uomini che incarnano la F1 degli anni ’90. Quel giorno, però, la tensione è palpabile già al via. Schumacher scatta male, poi fora una gomma e deve ripartire dal fondo. Häkkinen non si volta più indietro: conduce in modo impeccabile, controlla la gara e, quando taglia il traguardo, esplode in un urlo che racchiude anni di sacrifici e frustrazioni.

Insieme a lui, la McLaren festeggia anche il titolo costruttori. Ron Dennis sorride, e in quel sorriso c’è la consapevolezza di aver puntato sull’uomo giusto: il finlandese silenzioso, che fino a pochi anni prima sembrava destinato all’anonimato dopo il terribile incidente di Adelaide 1995, ha finalmente completato la sua rinascita.

In molti ricordano quella domenica per l’atmosfera di rispetto tra i due rivali: Schumacher, pur sconfitto, si ferma ad applaudire l’avversario. Un gesto raro, quasi commovente.

Da quel momento in poi, Mika Häkkinen diventa “The Flying Finn” per eccellenza: elegante, rapido, imperturbabile.




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