2012

Il podio stellare al COTA

La Formula 1 sbarca per la prima volta sul Circuit of the Americas, un tracciato nuovo di zecca nel cuore del Texas, plasmato per esaltare i piloti e mettere alla prova gli ingegneri. Quel giorno incornicia anche un’immagine che resterà unica: il primo podio con Hamilton, Alonso e Vettel insieme.

La gara è intensa, tecnica, costruita giro dopo giro. Hamilton – allora alla sua ultima stagione in McLaren – piazza una delle sue vittorie più complete: ritmo feroce, gestione perfetta, nessuna sbavatura. Un successo simbolico, quasi un passaggio di testimone prima del salto in Mercedes che cambierà per sempre la sua carriera.

Alonso, al volante di una Ferrari non all’altezza, riesce a trasformare il possibile in reale. Terzo in griglia? No. Parte settimo, ma il suo avvio è da manuale: attacco immediato, cattiveria giusta, la capacità di trasformare ogni occasione in centimetri conquistati. Chiude terzo, tenendo aperto un Mondiale che – senza i pasticci strategici e i punti persi in stagione – avrebbe davvero potuto portare il suo nome.

Vettel è il poleman, il riferimento di quel 2012. Parte forte, gestisce, risponde colpo su colpo. Ma deve inchinarsi a un Hamilton straordinario. Il suo secondo posto completa un podio irripetibile: tre generazioni di talento, tre filosofie di guida, tre modi opposti di vivere la pressione.




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