
Il 29 giugno 2003, al Nürburgring, fu Ralf Schumacher a prendersi la scena davanti al pubblico di casa. Una vittoria netta, favorita dal clamoroso ritiro di Kimi Räikkönen, leader della gara fino al cedimento del motore della sua McLaren al 25° giro.
Fu una delle rare domeniche di quegli anni in cui la Ferrari sembrò davvero in difficoltà. Le Bridgestone soffrirono il confronto con le Michelin e Michael Schumacher visse un weekend complicato. Dopo un acceso duello con Juan Pablo Montoya, il tedesco finì nella ghiaia in seguito a un contatto. La decisione dei commissari di spingere fuori dalla ghiaia la sua Ferrari, permettendogli di riprendere la corsa, fece discutere a lungo, ma si rivelò decisiva. In quegli anni il regolamento non lo vietava. L’interpretazione permissiva in merito di “sicurezza” rimase in vigore fino al 2007; dopo il controverso recupero di Hamilton al Nürburgring, la FIA irrigidì l’applicazione del regolamento, rendendo di fatto impossibile ricevere assistenza dai commissari per rientrare in gara da una via di fuga.
Michael concluse quinto, conquistando appena quattro punti. Pochi, ma pesantissimi. A fine stagione il titolo mondiale sarebbe arrivato con appena due punti di vantaggio su Räikkönen. Se quella Ferrari fosse rimasta nella ghiaia del Nürburgring, la storia del Mondiale 2003 avrebbe potuto prendere una piega completamente diversa.
Daniele Muscarella per formula1.it
Foto di Sky Sport DE