
Il 16 luglio 2006 Michael Schumacher trasformò il Gran Premio di Francia in un record che sembrava imbattibile. Sul circuito di Magny-Cours il tedesco conquistò pole position, giro più veloce e vittoria, completando il suo 22° hat trick e diventando il primo pilota nella storia della Formula 1 capace di imporsi per otto volte nello stesso Gran Premio, record battuto da Lewis Hamilton nel 2024 con le nove vittorie a Siverstone.
Quella domenica Schumacher raggiunse anche quota 88 vittorie e 150 podi, rilanciando la propria rincorsa mondiale nei confronti di Fernando Alonso. Lo spagnolo arrivò in Francia con un vantaggio importante e riuscì comunque a limitare i danni, chiudendo secondo davanti alla Ferrari di Felipe Massa.
La Ferrari aveva già mostrato la propria superiorità il sabato, monopolizzando la prima fila. Schumacher precedette Massa di appena 17 millesimi, mentre Alonso dovette accontentarsi della terza posizione con la Renault. Le elevate temperature favorirono le gomme Bridgestone e la 248 F1, particolarmente competitiva sul passo gara.
Alla partenza il tedesco conservò il comando e costruì progressivamente il margine necessario per controllare la corsa. Condusse 63 dei 70 giri previsti, tagliando il traguardo con oltre dieci secondi di vantaggio su Alonso. Lo spagnolo riuscì a superare Massa soltanto nella parte finale, impedendo alla Ferrari di completare una doppietta che avrebbe reso ancora più pesante il risultato nella lotta iridata.
Il dato più suggestivo sarebbe emerso soltanto con il passare del tempo. Quella ottenuta a Magny-Cours fu infatti la 68ª e ultima pole position della carriera di Schumacher. Un primato che il tedesco aveva strappato ad Ayrton Senna pochi mesi prima, a Imola, e che avrebbe conservato fino al Gran Premio d’Italia del 2017, quando fu battuto ancora una volta da Lewis Hamilton che raggiunse quota 69.
Alonso avrebbe poi resistito alla rimonta, conquistando il secondo titolo mondiale consecutivo con 13 punti di vantaggio. Ma in quella calda domenica francese il campione in carica dovette arrendersi a una delle ultime dimostrazioni assolute del miglior Schumacher: pole, vittoria e giro veloce, senza lasciare agli avversari altro spazio che quello disponibile sul podio.