1991

GP Gran Bretagna 1991: il passaggio di Mansell a Senna

Se dovessimo scegliere una sola immagine per raccontare quanto fosse diversa la Formula 1 di quegli anni, probabilmente sarebbe questa: Nigel Mansell al volante della sua Williams FW14, Ayrton Senna seduto sulle pance della monoposto, mentre insieme percorrono il giro d'onore di Silverstone. Un'immagine diventata iconica, figlia di un'epoca che difficilmente tornerà.

Quel Gran Premio di Gran Bretagna era fondamentale nella rincorsa iridata di Mansell. Davanti a oltre 150.000 spettatori, il britannico conquistò la pole position e, nonostante una partenza non perfetta che consegnò momentaneamente il comando a Senna, riuscì presto a riprendersi la leadership. Da lì in avanti fu un dominio assoluto: pole position, vittoria, tutti i giri in testa e giro più veloce, il cosiddetto Grand Chelem, il primo dei due consecutivi che avrebbe firmato a Silverstone tra il 1991 e il 1992.

La gara, però, è entrata nella storia soprattutto per ciò che accadde dopo la bandiera a scacchi.

La McLaren di Senna rimase senza carburante all'ultimo giro. Il brasiliano arrestò la monoposto lungo il circuito e si preparava a tornare ai box a piedi. Mansell, invece, rallentò durante il giro d'onore, si fermò e gli fece cenno di salire. Ayrton si accomodò sulle pance della Williams, aggrappandosi all'abitacolo mentre il rivale lo riportava ai box davanti a un pubblico in delirio.

Fu un gesto spontaneo, semplice, quasi naturale. Oggi, con norme di sicurezza molto più severe e procedure estremamente codificate, una scena del genere sarebbe impensabile. Proprio per questo quella fotografia continua a emozionare: non rappresenta soltanto il rispetto tra due campioni, ma anche una Formula 1 più umana, capace di regalare momenti autentici lontani  dalle strategie di comunicazione.

Uno storico giro d'onore con i due contendenti al titolo su una sola monoposto. E quella, probabilmente, è un'immagine che non vedremo mai più.




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