1994

GP Germania 1994: tra fuoco e fiamme

Il 31 luglio 1994, la Formula 1 fece tappa a Hockenheim per il Gran Premio di Germania. A vincere fu Gerhard Berger con la Ferrari, interrompendo un digiuno lungo 31 gare e regalando al Cavallino una vittoria attesa e liberatoria. Ma quel giorno non è ricordato solo per il trionfo dell’austriaco.

Poco prima di metà gara, durante un normale pit stop, la Benetton di Jos Verstappen si fermò ai box per rifornire e cambiare gomme. Ma qualcosa andò terribilmente storto: una perdita nel sistema di rifornimento — forse per l’assenza di un filtro, come si ipotizzò — causò la fuoriuscita di benzina nebulizzata sul cofano motore. Bastò il calore degli scarichi e l’intera vettura si trasformò in una palla di fuoco.

Verstappen, che indossava il casco e il sottotuta ignifugo, fu avvolto dalle fiamme assieme a diversi meccanici. La scena fu spaventosa: uomini in fuga, mani che cercavano estintori, urla, caos. Per fortuna, nessuno riportò ferite gravi, ma il trauma fu profondo e le immagini fecero il giro del mondo.

Quell’incidente riaccese il dibattito su quanto fossero pericolosi i rifornimenti in corsa. E anche se la FIA all’epoca non intervenne subito, fu uno degli episodi che spinsero la Formula 1, anni dopo, a dire basta. Dal 2010, infatti, i rifornimenti durante la gara sono stati banditi, eliminando un elemento ad alto rischio che aveva già causato altri incidenti in passato.

Fu un giorno di gloria per la Ferrari. Ma anche un giorno in cui la F1 fu costretta a guardarsi nuovamente allo specchio: c’era ancora troppo fiducia nei limitati margini di sicurezza. Quel fuoco accese i dubbi su un’intera idea di rischio che non poteva più essere considerata “parte del gioco”.




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