
Il 5 agosto 2007, Lewis Hamilton vince il GP d’Ungheria. Ma quel giorno a Budapest, la Formula 1 rischia di esplodere in mille pezzi.
Quell’annata riservò diversi colpi di scena, ma la narrativa principale riguardava l’atmosfera tesissima all’interno del box McLaren.
Il due volte campione del mondo in carica, Fernando Alonso, si ritrovava come compagno un rookie di 22 anni, Lewis Hamilton, al suo primo campionato in Formula 1.
Nel corso dell’anno ci furono più momenti difficili da gestire per Ron Dennis, ma il peggiore si presentò proprio in Ungheria.
Nelle fasi finali delle qualifiche, Alonso, che in quel momento deteneva la pole, bloccò Hamilton ai box per impedirgli di lanciarsi per l’ultimo tentativo. Una manovra che costò 5 posizioni in griglia allo spagnolo, e che molti interpretarono come una vendetta: Fernando non sopportava più quella che, a suo dire, era una gestione di squadra che favoriva il pilota britannico.
Ma la vera bomba non esplose in pista. Scoppiò nei box McLaren, dove Alonso la mattina della gara si presentò da Dennis con un ricatto:
“O mi trattate da prima guida, o racconto alla FIA tutto quello che so sui documenti Ferrari.”
Secondo diverse fonti (tra cui la BBC), Alonso avrebbe minacciato di divulgare email interne legate alla Spy Story che già covava sotto traccia: un ingegnere Ferrari, Nigel Stepney, aveva passato a McLaren materiale tecnico riservato.
Ron Dennis, furioso, decise di autodenunciare il suo stesso team alla FIA, che era già sulle tracce della vicenda. Da lì a poco sarebbe esploso lo scandalo Spygate: una bufera giudiziaria senza precedenti, che costò alla McLaren l’esclusione dal Mondiale Costruttori e una multa da 100 milioni di dollari.
Nel frattempo, i rapporti tra Alonso e la McLaren precipitarono: a fine stagione lo spagnolo tornò in Renault, e l’epilogo fu beffardo per entrambi i contendenti. Il Mondiale 2007 lo vinse Kimi Raikkonen, con 1 solo punto di vantaggio su Hamilton e Alonso, fermatisi a quota 109.
Forse nessuno dei due avrebbe mai potuto tenerlo, quel Mondiale. Perché quello fu l’anno delle vendette, delle spaccature interne, del sospetto e dei giochi di potere.
Hamilton vinse in pista. Alonso perse i nervi.
La McLaren, invece, perse tutto