Ferrari, la monoposto 2023 impressiona. Sarà rivoluzione nel segno della continuità
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La stagione 2022 di Formula Uno è appena giunta al termine, con l'ultimo appuntamento di Abu Dhabi che si è disputato appena pochi giorni fa, eppure i team sono già a lavoro sulle vetture 2023. All'interno dei reparti corse delle squadre, di fatto, le nuove monoposto sono già state deliberate, quantomeno nelle linee guida, i primi telai sono già in produzione per sostenere i crash test imposti dalla FIA (tra la fine di Dicembre e l'inizio di Gennaio) e i concetti aerodinamici sono in fase di affinamento.

Tra i team che saranno chiamati a fare il massimo e puntare al bottino masismo c'è, indubbiamente, la Scuderia Ferrari. La Rossa, per sua la sua storia e il suo blasone, è sempre chiamata a competere per la vittoria del campionato del mondo e la prossima stagione lo sarà ancor di più visto l'anno decisamente positivo (dopo le stagioni di purgatorio) da cui è reduce. A Maranello, dopo un mondiale terminato con un doppio secondo posto in classifica piloti e in quella costruttori, dovranno produrre una vettura capace quantomeno di lottare per il titolo sino all'ultima gara.


Una vettura che, stando a quanto trapelato in questi giorni della mura della GeS, sembra essere nata con il piede giusto e senza intoppi. La 675 (nome interno di progetto), erede della F1-75, sembra crescere in maniera spedita, tanto che i primi dati emersi in galleria del vento, relativi a downnforce ed efficienza, avrebbero impressionato positivamente i tecnici. Dati che, secondo quanto dichiarato recentemente dal team principal Mattia Binotto, sarebbe frutto di un lavoro di affinamento, praticamente su ogni singola area, della F1-75 e non di una rivolzione nel concetto della macchina.

La F1-75 è un’ottima base su cui sviluppare la monoposto -aveva dichiarato Binotto- perciò rimarremo fedeli al nostro concetto aerodinamico, cercando di migliorare le prestazioni in tutte le aree ma senza copiare altre macchine".

Dunque la nuova arma del Cavallino, a dispetto di alcune indiscrezioni emerse durante l'estate, dovrebbe rappresentare una "rivoluzione nel segno della continuità" rispetto alla Rossa 2022. Sulla 675 infatti saranno mantenute le caratteristiche pance large con lo scavo nella zona superiore (non abbracciando filosofie slim di ispirazione Red Bull o Mercedes). Sempre parlando di concetti aerodinamici, ogni elemento è stato riprogettato per ridurre il peso e ricercare efficienza aerodinamica (tallone d'Achille dell'auto della scorsa annata) e con tutta probabilità ci sarà un fondo sarà simile a quello provato da Robert Shwartzman durante le FP1 a Yas Marina (che presentava un ricciolo nella zona delle ruote posteriori).


A livello sospensivo, gli ingegneri diretti da Enrico Cardile stanno portando avanti una revisione dei cinematismi della sospensione posteriore, alloggiati un una scatola del cambio riprogettata nella sua forma sia, appunto, per la sospensione rivista, sia per aumentare l'efficienza dell'estrattore posteriore. All'anteriore invece non è ancora chiaro se verrà mantenuto lo schema push-rod o se invece verrà adottato lo schema, come su Red Bull e McLaren, del pull-rod (che comunque è stato valutato e studiato approfonditamente negli scorsi mesi).

La nuova 675, giocoforza, presenterà anche novità a livello motoristico, non relativamente al layout o agli elementi (fattori su cui il regolamento ha imposto un freezing fino al 2026), ma relativamente ai materiali con cui sono realizzate alcune componenti. Lo staff di Enrico Gualtieri, sfruttando la deroga regolamentare che permette di lavorare sull'affidabilità, andrà a lavorare sui materiali e sui trattamenti degli elementi che hanno dato problemi tecnici e che hanno costretto i motoristi ad utilizzare mappature conservative per scongiurare cedimenti. Una mossa che dovrebbe permettere di estrarre dalla power unit un plus di potenza che, si vocifera, dovrebbe essere di circa 20-25 cavalli.

Infine, è opportuno sottolineare quanto fatto dal Cavallino per presentarsi pronti alla sfida con Red Bull, e probabilmente Mercedes, anche a livello si sviluppi, un aspetto che nel 2022 è apparso come una debolezza. La progettazione della nuova vettura è iniziata con largo anticipo rispetto alla concorrenza, visto che l'evoluzione della F1-75 è stato interrotto appena dopo la pausa estiva, ed ha potuto beneficiare di una parte del budget del campionato attuale (quello non speso quest'anno). Una scelta finalizzata a destinare una maggiore quantità di budget agli sviluppi 2023, sia come qualità si come quantità durante la stagione.
Insomma, a Maranello sembrano aver affilato tutte le armi a disposizione per fare bene durante il prossimo campionato, ora non resta che aspettare la presentazione della monoposto e i primi riscontri in pista per capire se il 2023, dopo un lungo digiuno, sarà l'anno giusto per il mondiale.

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Foto f1pressarea.pirelli.com

Foto media.ferrari.com


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