Massa: «Con Todt la Ferrari era più fredda. Binotto? Un cambio ci voleva, non sono sorpreso»
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Dopo un periodo estremamente complicato, nella passata stagione la Ferrari è tornata a competere ad alti livelli e a vincere gare, tuttavia non è riuscita a dare filo da torcere alla Red Bull in ottica titoli mondiali. Colpa di alcune controverse decisioni strategiche, della mancata affidabiltà e di svariati errori dei suoi piloti. Il secondo posto nelle graduatorie iridate, benché rappresenti un ottimo risultato, ha lasciato l'amaro in bocca in quel di Maranello, tant'è vero che la forte tensione che si respirava nel team ha portato Mattia Binotto a lasciare la squadra.

Di questo e tanto altro ancora ha parlato Felipe Massa in un'intervista rilasciata ai microfoni de Il Corriere dello Sport. Di seguito un estratto delle sue parole.


Massa: "Ai miei tempi la Ferrari era più fredda"

Massa: «Con Todt la Ferrari era più fredda. Binotto? Un cambio ci voleva, non sono sorpreso»

Soffermandosi sulla situazione in casa Ferrari, Massa ha sottolineato:

"Nei miei otto anni a Maranello (2006-2013, ndr) ho visto di tutto, successi e momenti difficili. Michael (Schumacher, ndr) lottò fi no all’ultimo nel 2006, Kimi (Raikkonen, ndr) vinse nel 2007, io quasi nel 2008, poi la Ferrari non è mai riuscita ad avere una macchina vincente. Le volate a fine 2010 e 2012 furono più merito di Fernando (Alonso, ndr) che della vettura. Da allora ha sofferto contro Red Bull prima, contro Mercedes poi e ora di nuovo contro Red Bull. Tra aerodinamica, motore, strategia, piloti, manca sempre qualcosa per completare l’opera".

Quando gli è stato chiesto come il team italiano potrebbe tornare agli splendori di un tempo, il brasiliano ha affermato: "Con una squadra equilibrata e che non soffre la pressione dell’attesa. Quando arrivai, la Ferrari era più fredda di questa perché Jean Todt riusciva a renderla tale".

Riguardo l'addio di Binotto, invece, Massa ha detto: "Ci sono tante piccole cose che non funzionano: l’affidabilità, la strategia, gli stessi piloti. Il mio amico Charles (Leclerc, ndr) lo scorso anno ha fatto qualche errore che gli è costato punti pesanti. Alla fine un cambio di team principal ci voleva. Perché si vedeva che c’era confusione all’interno, i rapporti tra Binotto e la presidenza non erano buoni. Invece la fiducia da parte dei vertici è fondamentale. Il presidente deve sapere quel che succede in squadra, e insomma, era normale che alla fine  questi errori li pagasse Mattia: molto bravo, tecnico di talento ma non è arrivato il risultato e la sua uscita non è stata una sorpresa".

Infine, la chiosa sui secondi posti nelle classifiche piloti e costruttori: "Sono quel che meritavano e anche il massimo possibile. Hanno rischiato di arrivare terzi e sarebbe stato un bel pasticcio, mentre vincere il Mondiale sarebbe stato forse impossibile anche senza errori, perché la Red Bull è cresciuta tantissimo e la sua stagione è stata praticamente perfetta".


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