Gianfranco Mazzoni, giornalista di Rai Sport ed ex commentatore delle gare di Formula 1, è intervenuto ai microfoni del canale Youtube "La Formula 1 dimenticata" per fare il punto della situazione sul campionato 2023. Nel corso della chiacchierata, si è soffermato in modo particolare sul complicato momento che sta attraversando la Ferrari. Vi proponiamo di seguito un estratto delle sue considerazioni.
"Il Gran Premio di Spagna è sempre un appuntamento molto importante, perché si corre su un circuito dove si svolgono molti test e ci sono parametri conosciuti. Molte squadre hanno portato aggiornamenti, ma abbiamo visto che la Red Bull si è confermata come la squadra di riferimento. Anche loro avranno portato qualcosa di nuovo. E poi Verstappen sta entrando nella galleria dei piloti più forti", esordisce Mazzoni parlando della gara andata in scena la scorsa domenica in Spagna. Quello di Barcellona è stato un weekend molto positivo anche per la Mercedes: "Ci sono stati segnali importanti. A volte uno se ne rende conto anche dalla gestualità dei piloti: quando ha tagliato il traguardo, Hamilton ha mostrato il pugno ai meccanici. Coma a dire «siamo tornatie...»".
Il giornalista, in seguito, passa alle questioni del Cavallino ripercorrendo in modo critico quanto successo negli ultimi mesi in quel di Maranello: "La Ferrari ha cambiato direzione, passando da Binotto a Vasseur, forse in ritardo. Perché in pratica, quando è arrivato Vasseur la vettura era già assemblata, la squadra era già formata, chi era scontento è andato via. Quindi c'è stata questa transizione in ritardo. Se volevano cambiare dovevano farlo prima. Questo ha portato un ulteriore ritardo ed ulteriore confusione nella squadra e anche nella realizzazione della monoposto".
Un altro aspetto che genera la perplessità di Mazzoni è legato all'assenza di alcune figure dirigenziali: "Ci sono delle incongruenze. Sono anni che manca un direttore tecnico, anche se alcune competenze sono state affidate a Cardile, che però è responsabile dell’aerodinamica. Ci vorrebbe una persona con una visione complessiva e strategica proiettata nel tempo. E poi c'è un’altra cosa che mi spiace notare: non c’è una presenza da parte dei vertici come in passato. Davanti a questi risultati quale sarebbe stata la reazione di Enzo Ferrari o di Montezemolo?".
In effetti, il presidente Elkann sembrerebbeo molto poco coinvolto (e interessato) dalle vicende della Scuderia. "Non era presente neanche alla presentazione della vettura. Si disse per motivi di lavoro, ma cosa c’è di più importante della presentazione di una Ferrari?", si chiede Mazzoni, che poi osserva: "Stanno puntando su Le Mans, per carità, è una bella avventura, però la Ferrari ha ottenuto sempre risultati a immagine della F1. Quindi si dovrebbero preoccupare maggiormente di questa situazione".
Elkann non è l’unico nel mirino del giornalista: "L’amministratore delegato Vigna, che ha competenze nella scuderia nonostante non abbia grande esperienza nel mondo delle corse, non ha mai fatto dichiarazioni. Ha fatto circolare solo una dichiarazione quando è stata presentata la vettura «Questa vettura sarà un termine di paragone per la velocità rispetto a tutte le altre», così non è stato".
E ancora contro i dirigenti: "Non sono presenti e quando lo sono magari… Anche Elkann quando disse a Monza «Torneremo a vincere entro il 2026»: non sono parole che vuole sentirsi dire un tifoso, non sono parole che si devono dire in Ferrari. La Ferrari per definizione deve puntare sempre alla vittoria. E qui sono 16 anni che si rimanda da un anno all’altro e non si trova il bandolo della matassa. Eloquente anche un altro episodio: il responsabile delle attività in pista, Mekies, ha già firmato per un altra scuderia, però dall’inizio del campionato è sempre al muretto e non so con quanta partecipazione. Ai tempi di Ferrari l’avrebbero messo alla porta il giorno dopo. C‘è confusione in Ferrari e chi osserva da fuori, come noi giornalisti, è molto perplesso. Manca una guida carismatica, che dia la sveglia e che porti forze nuove. Qui c’è gente che andata in McLaren, addirittura gente che è andata alla Toro Rosso (AlphaTauri, ndr), sembra quasi che nessuno voglia stare più a Maranello. Tecnici nuovi non ne arrivano. Questo è un bruttissimo segnale. Speriamo in un'inversione di tendenza, ma bisogna richiamare tutti a maggiore impegno e presenza".
Infine, il passaggio sulle parole ottimiste di Vasseur a margine del weekend in Spagna: "Dall'interno avrà un quadro più completo.... ci sono ancora 15 gare. La possibilità per recuperare c'è. Almeno per tornare alla vittoria. Ma soprattutto bisognerebbe imboccare una strada, come ha fatto la Mercedes, che ti dia delle speranze, delle certezze. Lui deve tenere l'ambiente motivato, compatto, evitare che ci sia uno scorament. Penso a Leclerc...".
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