Hamilton, le origini del campione: dai primi passi sui kart alla McLaren
07/01/2024 14:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il 7 gennaio del 1985 nasceva a Stevenage, un piccolo paesino a Nord di Londra, Lewis Hamilton. Di certo nessuno si sarebbe aspettato che da una famiglia umile, come le altre, sarebbe uscito uno dei piloti più famosi e titolati del pianeta. Ormai il britannico è diventato una celebrità, conosciuta ovunque non solo per le sue prodezze in pista ma anche per le sue attività filantropiche e nel mondo dell'intrattenimento. La sua vita ora è circondata dal lusso, ma la sua ascesa alla Formula 1 non è stata così semplice, tra problemi di razzismo e soldi che non bastavano mai, parte integrante della persona che è ora. 

Le origini della passione 

Hamilton, le origini del campione: dai primi passi sui kart alla McLaren

"Da bambino dormivo sul divano a casa di papà, avevo il peggior kart del mondo e vincevo sempre. Arrivavamo al circuito, unica famiglia nera, e non eravamo i benveuti. Vincevo contro ragazzi pieni di soldi. Quella vita di ha reso forte", queste sono le parole con cui il sette volte campione ha raccontato la sua infanzia, riportate dal libro "Figlio del vento" di Mara Sangiorgio. Ma ci sono voluti anni prima di arrivare a questi livelli: infatti, la prima volta che Hamilton salì su un kart era il 1988, in una vacanza con papà Anthony. Da quel momento, l'adrenalina e la passione non diminuirono mai, e nel 1991 suo padre gli regalò una macchina radiocomandata per divertirsi, non sapendo che il figlio avrebbe perso la testa per le automobili. 

E come può un genitore non accontentare il suo bambino, anche se quest'ultimo cerca di entrare in uno degli sport più costosi sulla terra? E così Anthony decise di intraprendere altri lavori oltre al suo classico full-time presso le ferrovie inglesi: si mise a vendere case, aggiustare computer e altro ancora per finanziare una carriera nei kart, che tra l'altro erano anche costruiti e aggiustati da lui stesso. Lewis però non deludeva; anzi, andava forte, e vinceva anche.

L'incontro con Ron Dennis

Il punto di svolta arrivò quando nel 1995 conquistò il campionato cadetto britannico indetto da Autosport. Alla premiazione incontrò Ron Dennis, e il giovane ebbe il coraggio di andare da una figura così importante del motorsport e dire che avrebbe voluto guidare una delle sue macchine. Persino il manager rimase folgorato da quell'incontro e, grazie al suo intuito, decise di far seguire Hamilton nelle sue corse sui kart per altri tre anni, al termine dei quali lo inserì nel programma giovani della McLaren: l'appoggio economico del team di Woking cambiò tutto, e spalancò le porte ad altri sogni. 

Il salto dai kart alle monoposto

Hamilton, le origini del campione: dai primi passi sui kart alla McLaren

Così, dal 1998, il britannico iniziò la sua carriera sulla scena internazionale di go kart, più precisamente in Italia, dove vinse il trofeo delle industrie e si laureò vice campione d'Europa. Ma la vera svolta arrivò nel 2000, quando Hamilton vinse (quasi) tutto, accompagnato dal suo amico-rivale di una vita, Nico Rosberg, un altro pilota dannatamente veloce, con cui fece anche un salto anticipato, passando alle monoposto dopo solo due anni di esperienza mondiale. 

Nel 2001 approdò in Formula Renault 2.0, dove conquistò il titolo nel 2003. Poi fu la volta della F3 Europea, che vinse nel 2005, grazie a 15 primi posti in 20 gare. I suoi rivali? Sebastian Vettel, Paul di Resta e Lucas di Grassi. Queste prestazioni non passarono inosservate al suo team principal di allora, Frederic Vasseur, che lo volle anche nel suo team, la ART Gran Prix, in Formula 2. E, grazie a mosse che sono rimaste nel cuore di chi lo vide gareggiare, Hamilton si laureò campione nel suo anno del debutto all'Autodromo di Monza, dove poche ore dopo, nella sala stampa, Michael Schumacher annunciò il suo ritiro. Quello fu il tassello mancante per l'approdo in Formula 1. E il resto, come si dice, è storia. 

Foto interna x.com

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Foto copertina x.com

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