Gp Bahrain - Gara

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E’ subito Alonso! La Ferrari si presenta a tutte le altre squadre e firma una gran bella prestazione, figlia del lungo lavoro invernale, delle scelte tecniche maturate con l’arrivo di Fernando e con il lavoro compiuto da Felipe in tutti questi anni di militanza in rosso, dell’arresto di sviluppo subìto dalla F60 la scorsa estate, quando era chiaro che ogni speranza di fare meglio del terzo posto nel mondiale Costruttori moriva di fronte alla profonda competitività dei team vincenti. Il trionfo di Alonso ha il sapore di un’esperienza quasi già vissuta: Michael Schumacher fu ingaggiato dalla Ferrari dopo aver vinto due titoli con la Benetton capeggiata da Briatore (stesse medesime condizioni di Fernando, cambiava solo il nome del team); Kimi Raikkonen vinse all’esordio in Ferrari, sesto pilota in rosso della storia del Cavallino a compiere questa piccola grande impresa, Fernando è, da oggi, il settimo. E, azzardando parole pesanti, se è vero che generalmente chi vince la prima gara poi porta (statisticamente) a casa il titolo…


La vittoria Ferrari, completa in quanto doppietta (non accadeva da quasi due anni), non è stata il risultato di un dominio assoluto. A far paura e a frenare (inizialmente) gli istinti rossi di vittoria ci ha pensato Sebastian Vettel. Il giovane tedesco è, per eccellenza, una delle promesse più fiorenti della Formula 1. Sembra ieri quando vinse la sua prima gara sotto l’acqua torrenziale di Monza con la Toro Rosso… Poi la promozione nella scuderia maggiore, la Red Bull, con la grande occasione di pilotare un progetto validissimo in quanto firmato da Adrian Newey, che anche quest’anno sembra aver azzeccato con idee originali ed estreme la giusta via per la vittoria. Come da pronostico, quindi: Red Bull e Ferrari davanti a tutti sul passo gara e forti anche in qualifica. L’unico, oggi fondamentale, neo che ha macchiato le potenzialità della scuderia “energetica” è stata la carenza di affidabilità: uno scarico danneggiato (proprio come accadde a Raikkonen a Magny Cours due anni fa, un pò l’inizio del declino del finnico) ha fatto perdere potenza all’affaticato V8 Renault. Un nemico occulto, che ha reso relativamente facile alle due Ferrari inseguitrici l’acciuffamento di Vettel, che poi concluderà quarto.
Ad Alonso è mancata la pole per firmare un hat trick (trio composto da pole, giro più veloce in gara e vittoria) sul circuito di Sakhir. Lo spagnolo ha dimostrato la sua antica forza in diversi momenti: alla partenza, quando ha affiancato e sopravanzato elegantemente il suo compagno di squadra, con il quale poi ha tenuto testa ai tempi di Vettel, senza mai lasciargli prendere il largo. E successivamente nell’ultimo terzo di gara, quando, dopo essere passato in prima posizione, ha girato costantemente sotto i due minuti, unico driver in grado di andare così rapidamente e di scendere poi sotto il minuto e 59. Dulcis in fundo, infatti, è successivamente arrivato anche il giro più veloce, ulteriore conferma della buona capacità di adattamento sia della monoposto che dei piloti nel mantenersi competitivi fino alla fine. Del resto l’avevamo detto, chi è più costante e al tempo stesso prestante ha buone probabilità di farcela in diverse occasioni.
A completare il podio troviamo un buon Hamilton, diretto ma non incisivo inseguitore delle Ferrari dopo la defaillance di Vettel. Prestazione discreta per la Mercedes, che ha chiuso con un quinto (Rosberg) e un sesto (Schumacher) posto, seguita dal campione in carica Button, da Webber e dall’ottimo Liuzzi, adesso già a punti con il nuovo regolamento. Prevedibilmente difficile, per le nuove scuderie, anche la gara: a parte la Lotus, che come migliore risultato ha chiuso quindicesima con l’ex-McLaren Kovalainen, Hispania e Virgin hanno concluso nelle retrovie insieme al deuttante Petrov (Renault) ed al giapponese Kobayashi (magro bottino anche per la Sauber, che sembrava essere in condizioni migliori). Termina così il primo di diciannove appuntamenti, facenti parte di questa lunga e interessante stagione. Sono arrivate le prime conferme, avvalorate soprattutto dal fatto che ci si qualifica e si gareggia con quantitativi pressoché identici di carburante, quindi con differenze di peso non rilevanti. Appuntamento tra due settimane in Australia!

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