C'eravamo tutti illusi. Questa, ne siamo abbastanza sicuri, è una delle considerazioni più azzeccate per sintetizzare il GP d'Italia vissuto della Ferrari. A Monza, malgrado le previsioni della vigilia e i positivi riscontri giunti dalle prove libere del venerdì, la Rossa non è riuscita a centrare un risultato positivo sul tracciato di casa. Al venerdì, infatti, la SF-25 aveva illuso di poter lottare per risultati importanti, visto che il vettura era apparsa in forma (anche grazie agli adattamenti ad hoc per il tracciato brianzolo): un bilancio che aveva dato la fiducia per affrontare qualifica e gara con la speranza di avere le carte in regola per lottare, quantomeno, per la pole position e per il podio in gara. Un trend che, purtroppo, non ha trovato riscontro nel sabato monzese, visto che sin dalle FP3 la Rossa ha faticato, in affanno sul giro e non in lotta per la pole position. Un calo registrato anche in qualifica, dove Leclerc e Hamilton non riusciti ad andare oltre la quarta e quinta posizione, incassando gap importanti dalla McLaren e dalla Red Bull di Verstappen.
Un risultato, inutile girarci attorno, dettato dalla poca velocità della monoposto che, malgrado gli adattamenti aerodinamici a basso carico aerodinamico, si è rivelata non all'altezza della concorrenza sia, come detto, nella lotta per la pole position che per quella per il podio in gara (la vittoria mai è stata in discussione visto lo stato di grazia che ha portato Max Verstappen a dominare tutti i 53 giri di gara). La domenica, infatti, i ferraristi mai hanno avuto un passo degno dovendo, al contrario, lottare con un'auto troppo nervosa (forse a causa del bassissimo carico adottato e la conseguente instabilità nelle poche ma importanti curve dell'Autodromo) e in affanno nella gestione gomme. Elementi, quelli appena esposti, che hanno portato Leclerc a chiudere la gara al quarto posto (a oltre venti secondi dal vincitore) e Hamilton in sesta piazza, a oltre quaranta secondi di gap.
Un bottino negativo, date le premesse della vigilia e il valore della gara di casa, che però dati i valori in campo può persino assumere una connotazione positiva data la forma della vettura: probabilmente il quarto e sesto posto sono il massimo target a cui era possibile ambire. E proprio di questo, con un certo rammarico, ha parlato Leo Turrini nel suo blog "Profondo Rosso", rivesando le speranze sul 2026. Il tutto, sportivamente, dopo aver elogiato la straordinaria prestazione di Max Verstappen.
"Meglio dare subito a Verstappen quel che è di Verstappen. A Monza ha vinto il GP più veloce della storia. [...] A quanto pare non è vero che in questo 2025 le McLaren sono sempre imbattibili. [...] Max ha dimostrato il contrario. Tanto di cappello. [...] Sulla Signora in Rosso, fa male al cuore il dato statistico. Zero vittorie. Hamilton mai sul podio. Leclerc nel deserto di emozioni che non può generare tutte le volte (ma dargli la scia al sabato in qualifica, no, per carità: roba da matti). Monza conferma quanto era già chiaro da un pezzo: conviene scommettere sull’anno che verrà. Le parole di Carletto nel dopo gara sono un manifesto di impotenza, una dichiarazione di resa. Quante volte ce lo siamo raccontati, che vinceremo l’anno prossimo? [...] Viene il momento di ripagare l’inossidabile entusiasmo della gente. [...] Ps. Sono amico di Julio Velasco dal 1985. Già allora gli dicevo che era un peccato non fosse competente di F1. Non ho cambiato idea".
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