McLaren in difficoltà nei pit stop, Herbert avverte: «Red Bull ne trarrà vantaggio»
15/10/2025 15:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

McLaren ha vinto il campionato costruttori con largo anticipo, tuttavia il titolo piloti è ancora in gioco. La lotta vede protagonisti (in ordine) Piastri, Norris e Verstappen. 

Nelle ultime due gare Verstappen e Russell hanno dimostrato di averne di più rispetto al duo papaya: la scuderia di Woking ha perso la costanza di inizio stagione che la vedeva in testa ad ogni gara.

Un problema evidente della scuderia riguarda l’eccessiva lunghezza dei pit stop, che, in particolare in Italia, ha portato ad una controversia tra i due piloti, la quale si è conclusa con Piastri costretto a restituire la posizione a Norris dopo un pit lungo per quest’ultimo. Purtroppo per McLaren, questa situazione si è andata a ripetere nelle ultime gare, ed è diventato un evidente punto debole. 

"Pressione diversa" in casa McLaren

A tal proposito, si è espresso l’ex-pilota Johnny Herbert: “Ricordate che un paio di anni fa si trattava di pit stop da record mondiale, ma per qualche motivo, proprio quando sono arrivati al loro meglio, i pit stop hanno iniziato ad andare un po' storti. Sono un po' fragili, suppongo, proprio perché vediamo chiaramente che questi errori si verificano.”

Poi ha continuato: La Red Bull cercherà di trarne vantaggio. Quindi, quando si presenta una situazione molto difficile di undercut, per esempio, che potrebbe verificarsi più avanti, la McLaren sarà sotto pressione ed è qui che l'armonia del team favorisce probabilmente Max e la Red Bull, grazie al rapporto che lui ha con la sua squadra.”

Attualmente difatti in casa McLaren “l’armonia del team” si sta spezzando a causa della lotta interna tra i piloti. Avere 2 piloti che lottano per il titolo nella stessa scuderia è sempre una situazione difficile, che potrebbe però avvantaggiare il terzo “litigante”: Max Verstappen

Entra in gioco una pressione diversa. Alcuni fattori li hanno creati da soli con le papaya rules. Perciò, per allentare la pressione, dovrebbero lasciare che se la gestiscano i piloti. Non ho mai voluto che un team dettasse l’esito del campionato: questo è ciò che va lasciato a chi guida. Non vengono dal karting o dalla F3, sono i migliori piloti al mondo. Hanno abilità che nemmeno io comprendo appieno: guidare queste macchine incredibilmente veloci dell’era moderna”, ha concluso. 

La soluzione potrebbe davvero essere che i piloti lottino tra loro il più possibile, anche perchè fino ad ora le “papaya rules” non hanno fatto altro che alimentare la pressione: vedremo come la gestiranno in casa McLaren. 

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