Negli intensi giorni attorno al GP degli Stati Uniti, nel paddock sono emerse voci e sospetti riguardo al budget cap 2024. La Federazione, infatti, era in ritardo con la pubblicazione del report — solitamente diffuso a settembre — e già si pensava che due squadre avessero sforato il tetto di spesa. Di conseguenza, le eventuali negoziazioni stavano posticipando il risultato finale.
Tuttavia, due giorni fa la FIA ha pubblicato il report dell'anno passato, affermando che nessun team era oltre il limite. L'unica macchia era imputabile all'Aston Martin, autrice di un procedural breach: il team di Silverstone aveva consegnato un documento non firmato, per colpa di un fornitore, violando le linee guida. La squadra era sotto il tetto di spesa, ma la FIA ha comunque dovuto segnalare la questione, senza multe o penalità.

Sembra strano che si sia passati da due colpevoli a nessuno. Stando a quanto riportato da Joe Saward, l'indiziato principale era la Mercedes e i team clienti. Alla fine, però, non si è fatto nulla: forse il problema è stato nelle fonti — spesso messe in giro dalle squadre per seminare zizzania tra i rivali — oppure qualcosa non va nel modo in cui si calcolano le spese. Non si può escludere che ci sia stato qualche gioco dietro le quinte per far tornare tutto nei limiti, evitando lo scalpore del caso Red Bull 2022. D'altronde, manca trasparenza nelle procedure del budget cap, sempre sintetiche e conclusive ma prive di spiegazioni dettagliate.
Un vecchio detto afferma che "fatta la legge, trovato l'inganno": parole che suonano più che mai vere nell'ambiente della Formula 1, esperto nello sfruttare le aree grigie del regolamento. Lo si fa dividendo il personale tra la squadra e i gruppi affiliati di advanced technologies, o cambiando i titoli di alcuni ruoli per renderli esterni al team, ma comunque con stipendi più alti. Una macchinazione complessa in un sistema non perfetto quale quello del budget cap. Il suo obiettivo era rendere la griglia più compatta, ma nulla è veramente cambiato, se non qualche scandalo, e i team sanno bene come non farsi scoprire.
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