F1 2026: cos’è il sistema ADUO per le Power Unit e perché sarà cruciale
La FIA introduce per il 2026 un sistema che offre opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento per i costruttori in ritardo, evitando nuovi domini tecnici come nel 2014. Scopri come funziona e perché non un classico bilanciamento delle prestazioni.

31/10/2025 07:45:00 Tempo di lettura: 8 minuti

La stagione 2026 di Formula 1 sarà segnata da una rivoluzione regolamentare senza precedenti, ancora adesso in fase di definizione. Per questo motivo nei prossimi mesi vi proporremo una serie di approfondimenti per comprendere meglio alcuni meccanismi introdotti nel nuovo regolamento tecnico e sportivo, e come questi andranno a modificare prestazioni e gerarchie.

La paura principale è quella di assistere a uno o più campionati dominati da chi ha saputo meglio interpretare le nuove regole, a discapito quindi dello spettacolo e delle lotte serrate che sono poi il vero obiettivo delle novità 2026. La FIA ha introdotto un'importante novità regolamentare per gestire il difficile passaggio alle nuove Power Unit: il sistema prende il nome di ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities.

L’obiettivo dichiarato è evitare che un produttore di motori, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico, accumuli un vantaggio prestazionale tale da mantenerlo per più stagioni, replicando fenomeni visti in passato, ad esempio nel 2014 quando furono introdotti i motori turbo ibridi.

In questo primo approfondimento vi spieghiamo in che cosa consiste l’ADUO, cosa sappiamo esattamente ad oggi, perché è stato introdotto, e in che modo differisce dal sistema di BOP (Balance of Performance) già ampiamente utilizzato in altre categorie.

Perché nasce l’ADUO

La FIA teme che alcuni costruttori possano entrare nel nuovo ciclo regolamentare in svantaggio tecnico e restare indietro rispetto ad altri che avranno sviluppato meglio fin da subito. Per rispondere a questo rischio è stato pensato l’ADUO: un “paracadute” regolamentare che preveda misure compensative per chi si trovi in ritardo, così da evitare un dominio prolungato di un solo fornitore.

Come funziona praticamente l’ADUO?

In base alle informazioni oggi disponibili, l’ADUO opererà seguendo queste indicazioni.

Durante la stagione 2026 saranno fissati alcuni punti di verifica (dopo la gara 6, gara 12 e gara 18) per misurare il livello prestazionale delle Power Unit dei vari costruttori.

Se un fornitore di Power Unit risulterà “significativamente indietro” rispetto agli altri, potrà ricevere delle opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento: ad esempio ore supplementari sul banco di prova, modifiche alla specifica già omologata, o agevolazioni per il tetto dei costi. Queste opportunità vengono quindi distribuite ed accumulate nel corso dell’anno in base alla performance effettiva, non semplicemente considerando il livello al momento dell’iscrizione al campionato.

Perché l’ADUO non è un BOP

In questi mesi spesso alcuni media hanno forzato un paragone tra il futuro ADUO e il sistema di Balance of Performance (BOP), tipico delle categorie GT o turismo, ma è importante sottolineare che la soluzione prevista dalla FIA per la F1 2026 è molto diversa dal BOP:

  • Il BOP agisce attivamente e preventivamente, imponendo modifiche a specifiche tecniche (peso, potenza, aerodinamica…) a ciascuna vettura o fornitore per raggiungere una prestazione equivalente. L’ADUO invece è reattivo, interviene solo se emerge un gap concreto.
  • Il BOP comporta solitamente limitazioni o handicap da applicare ai più forti (ad esempio riduzione di potenza o aumento di peso), mentre l’ADUO offre opportunità di sviluppo extra ai più deboli, non penalizza direttamente chi è avanti.
  • Nel BOP, le regole di intervento e i parametri di valutazione sono spesso pubblici e uguali per tutti; nell’ADUO, i criteri e i parametri esatti di accesso e misura del gap sono gestiti dalla FIA con modalità più “su misura”, ancora non ben definite. Si sa ad esempio che i nuovi costruttori, Ford, Audi, Honda e successivamente Cadillac, avranno più agevolazioni rispetto a quelli esistenti.


Perché il sistema ADUO è più adatto alla F1

Non dobbiamo dimenticarci che la F1 nasce esplicitamente come competizione tra costruttori al fine di raggiungere la massima espressione di potenza e tecnologia, sarebbe quindi innaturale limitare le prestazioni e l'efficienza delle power unit.

D'altro canto il passato ha visto dei dislivelli troppo importanti in occasione di questi salti regolamentari e la stagione 2014 rappresenta il precedente più recente: il dominio di Mercedes  Powertrains con la nuova era ibrida fece sì che gli altri costruttori impiegassero più stagioni per ridurre il gap, contribuendo ad un campionato meno equilibrato. L’ADUO mira a ridurre la probabilità di una simile situazione, pur rispettando lo spirito della F1 come competizione fra costruttori di motore.

Inoltre, dato che il regolamento 2026 introduce una serie di vincoli molto restrittivi (omologazione, banchi prova, ore di test limitate) per contenere i costi e favorire la sostenibilità economica dei programmi motore, l’ADUO rappresenta una forma di “assicurazione regolamentare” per chi parte in ritardo. 

Dubbi e perplessità

Va detto che l’ADUO non risolve tutti i problemi: se un produttore è estremamente indietro in termini di base tecnica, le ore supplementari o modifiche aggiuntive potrebbero non essere sufficienti a colmare il gap nel breve termine. Inoltre, il meccanismo richiede che la FIA definisca in modo trasparente i criteri di valutazione del gap prestazionale e al momento non tutti i dettagli sono pubblici.

In merito a questa possibilità alcuni team, tra cui Mercedes ed Honda (accreditati di avere sviluppato le power unit più potenti), si sono espressi negativamente, mettendo in evidenza che queste interferenze della FIA potrebbero alterare in modo non naturale le prestazioni e le gerarchie in pista.

Per il team che usufruirà dell’ADUO, resta comunque il vincolo di operare entro budget cap, omologazione e limiti regolamentari: non si tratta quindi di una totale libertà ma di uno sviluppo controllato. In altre parole: è una “via di risalita”, non una corsia preferenziale.

In sintesi: il sistema ADUO della FIA per le Power Unit 2026 rappresenta un approccio proattivo ma non punitivo, pensato per ridurre il rischio che un produttore di motore domini la prima e le successive fasi della nuova era regolamentare. Non si tratta di un BOP nel senso classico, perché non impone penalità ai forti ma offre supporto ai più deboli, e solo a fronte di un gap reale misurato durante la stagione.

F1 2026: cos’è il sistema ADUO per le Power Unit e perché sarà cruciale

L’ADUO nasce quindi specificamente per le Power Unit, come meccanismo separato, ma complementare, al sistema già in vigore che regola le ore disponibili in galleria del vento e al simulatore: anche nel 2026, infatti, queste continueranno a essere assegnate in modo proporzionale alla posizione in classifica Costruttori, premiando chi è più indietro con maggiori possibilità di sviluppo aerodinamico (se hai altri dubbi su tecnica e regolamento della Formula 1, puoi chiedere a Rombo, la nostra intelligenza artificiale addestrata con tutti i documenti ufficiali della FIA).

Resta da seguire con attenzione la difficoltà con cui potrebbero venire stabiliti e applicati i criteri, e quanto effettivamente l’ADUO impatterà in modo neutrale nell’equilibrio competitivo del campionato.

 

Altri approfondimenti sul Regolamento F1 2026

F1 2026: cos’è il pulsante override e quando potrà essere usato dai piloti F1 2026: cos’è il pulsante override e quando potrà essere usato dai piloti

 

 

Leggi anche: FIA - Tombazis, allarme 2026: «Alcuni team non saranno pronti per Melbourne»


Tag
aduo | regolamento | f12026 | power unit |