Nell’intervista con Ferrari Magazine, Lewis Hamilton ha ricordato il rapporto con Niki Lauda, il tre volte campione del mondo venuto a mancare nel 2019.
Inizialmente tra i due c'era molta tensione, difatti il britannico ha ammesso: “Quando sono arrivato in F1, Niki faceva parte di un mondo che non riusciva ad adattarsi alla mia diversità, e ho sentito molte cose negative, anche se l’ho sempre ammirato molto come tre volte campione del mondo. Lui è una delle vere icone del nostro sport.”
Dopo il ritiro e varie cariche nello sport, Lauda è stato nominato presidente onorario non esecutivo della Mercedes, ed è stato proprio lui a convincere Hamilton a cambiare team: “Poi mi ha chiamato elencandomi le ragioni per cui sarei dovuto andare nel team [Mercedes], e quando ci siamo finalmente incontrati abbiamo avuto una bella conversazione.”
“Mi ha detto ‘Sei proprio uguale a me, un pilota fino al midollo’. Solo dopo quell’incontro le barriere sono cadute, ha superato la visione stereotipata che aveva di me. Dopodiché andavamo insieme alle gare e ci portava sempre in aereo con lui”, ha aggiunto.
Senza il contributo di Lauda, probabilmente Hamilton avrebbe continuato la propria carriera in McLaren, e non avremmo assistito alla vittoria di bene 7 mondiali con la scuderia di Brackley.
“Penso che ci siamo istruiti a vicenda. Mi raccontava queste storie fantastiche e ridevamo tantissimo insieme. Era un guerriero, letteralmente fino al suo ultimo respiro. È stato incredibile per me vedere quanto duramente stesse lottando. Ci mandavamo video a vicenda, e fino alla fine ha combattuto dicendo ‘Tornerò…’, lo ammiravo molto per questo”, ha concluso.
Il rapporto inizialmente difficoltoso tra i due campioni, si è trasformato in una splendida amicizia, durata fino agli ultimi istanti di Lauda.
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