Tra due settimane la Formula 1 metterà in archivio il campionato 2025, iniziando una pausa invernale che, rispetto agli ultimi anni, sarà molto più breve. Già da gennaio infatti le monoposto torneranno in pista per la prima sessione di test, in programma a Barcellona. Fino ad allora però gli appassionati non avranno molte altre competizioni da seguire.
Proprio per questo oggi vogliamo ricordarvi che, nello stesso weekend in cui la F1 chiuderà il Mondiale ad Abu Dhabi, a San Paolo scatterà la dodicesima stagione della Formula E. Nonostante le critiche dei puristi del motorsport, spesso legate al "mancato rumore", è innegabile che la categoria elettrica, col tempo, sia diventata una delle serie più innovative, combattute e imprevedibili del panorama internazionale.
Oggi vi elenchiamo cinque buoni motivi per dare una possibilità alla Formula E e guardare almeno il primo E-Prix della stagione.
A differenza della Formula 1, dove negli ultimi anni abbiamo assistito a lunghi periodi di dominio e a un numero ristretto di pretendenti alla vittoria, in Formula E regna l’incertezza. Le gare sono combattute fino all’ultimo metro e il famoso detto “Non è finita finché non cade la bandiera a scacchi” trova qui la sua applicazione più autentica.
Solo nel 2025 ben otto piloti diversi hanno vinto almeno un E-Prix. Le prestazioni dei team sono molto ravvicinate e questo genera gare ricche di sorpassi, duelli e colpi di scena.
A rendere il tutto ancora più dinamico contribuiscono strumenti unici come Attack Mode e Pit Boost, che variano le strategie e mischiano continuamente le carte. In particolare, il Pit Boost, introdotto dalla stagione 11, prevede una ricarica obbligatoria entro un certo limite di tempo dall’inizio della gara, anche se non viene utilizzato in tutti gli appuntamenti del calendario.

Non meno importante, a differenza della Formula 1, per il mercato italiano, tutti i weekend di gara della categoria elettrica saranno visibili in chiaro sulle reti Mediaset e sul canale YouTube della Formula E.
Da dodici anni la Formula E rappresenta un laboratorio tecnologico all’avanguardia. Pur suscitando opinioni contrastanti, sono innegabili i progressi compiuti dalla categoria.
Dal famoso periodo in cui i piloti erano costretti a cambiare vettura a metà gara, si è arrivati alla quarta generazione (Gen4), attesa al debutto nel 2027, che secondo le previsioni sarà addirittura più veloce di una Formula 2. CLICCA QUI per leggere i dettagli.
Le case costruttrici sfruttano la Formula E come banco di prova per soluzioni da implementare poi sulle auto stradali. Gli investimenti nel progetto sono così rilevanti che molti marchi hanno scelto di privilegiare la FE rispetto ad altri campionati. L’ultimo esempio è quello della Porsche, che ha recentemente annunciato come nel 2027 vorrà entrare con un secondo team titolare.

Parlando dei piloti, la Formula E può vantare una delle line-up più competitive e varie del motorsport. Molti giovani talenti, che non trovando spazio in Formula 1, costruiscono qui la loro carriera, spesso con grande successo.
Il caso più emblematico della scorsa stagione è Taylor Barnard, capace da rookie di battere diversi record: più giovane poleman, più giovane partecipante a un E-Prix e più giovane ad aver conquistato punti.
Nel 2026 debutteranno altri nomi interessanti come Pepe Martí e Felipe Drugovich, che andranno a unirsi a veterani del calibro di Nyck de Vries, Lucas di Grassi, Edoardo Mortara e António Félix da Costa. Senza dimenticare Zane Maloney, talento barbadiano, già noto ai lettori di Formula1.it grazie alla nostra intervista esclusiva. CLICCA QUI per leggerla.
A differenza della F1, dove il weekend di gara si articola su tre giorni, la Formula E condensa tutto in una sola giornata: prove libere, qualifiche e gara.
La qualifica, in particolare, è uno dei punti di forza della categoria. Archiviata la Super Pole usata fino al 2021, oggi il format prevede una fase a gruppi seguita dai duelli: quarti di finale, semifinali e finale. Il vincitore dell’ultimo testa a testa si aggiudica la pole position, rendendo la sessione un vero evento a sé.
Altro motivo per seguire la Formula E è la presenza di marchi di assoluto rilievo. Nonostante l’uscita di Maserati e McLaren, la griglia rimane popolata da colossi come Porsche, Jaguar, Nissan e la nuova arrivata Citroën.
A completare lo schieramento ci sono Envision, Andretti, DS-Penske, Lola Yamaha ABT, Mahindra Racing e Cupra Kiro Race Co.
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