Ad oltre un giorno di distanza dal GP di Las Vegas restiamo con un grande colossale dubbio. Perché Norris ha effettuato dei giri così lenti nel finale di gara? Nel corso degli ultimi 5 passaggi ha tenuto un ritmo in media 3 secondi più lento rispetto a quello di Verstappen. 15 dei 20 secondi complessivi del gap rimediato dal leader, sono emersi in questa fase. L’evidenza è nota a tutti, ma perché si sono resi necessari?
In prima battuta si ipotizzava un problema inerente al carburante. Ipotesi fatta anche dallo stesso Norris, una volta sceso dalla vettura. Successivamente però entrambe le McLaren sono state squalificate per eccessiva usura dei pattini posti sul fondo della vettura, con Lando che ha commentato la decisione della FIA affermando: “Un finale frustrante oggi. Abbiamo dovuto fare un po’ di gestione verso fine gara e ora sappiamo che è stato a causa di alcuni problemi avuti sulla vettura. Circostanze che sfortunatamente ci hanno portato alla squalifica” (leggi qui la dichiarazione completa).
Peccato però che queste considerazioni facciano acqua da tutte le parti. Il muretto non può avergli chiesto di procedere lentamente per paura di usurare troppo il fondo. Le monoposto tendono ad usurare maggiormente la parte loro sottostante nella prima parte di gara, con il peso del carburante che tende ad abbassare ulteriormente l’altezza da terra rispetto al finale di gara, quando la vettura è più scarica.

Ordinare a Lando di rallentare a cinque giri dalla fine sarebbe una mossa tardiva e senza alcun beneficio effettivo. Norris a quel punto non poteva più essere salvato.
Il che ci fa tornare al punto di partenza. Perché frenare così l’andatura del pilota? Magari il team si era reso conto del problema e ha finto di averne un altro per cercare una pseudo-forma di depistaggio? Ipotesi fantasiosa forgiata dalla mente del redattore.
No… Sicuramente ci sfugge qualcosa. Quello che sappiamo però è che invece, contrariamente a quanto riportato da Norris, sembrerebbe che almeno il team principal Andrea Stella abbia detto qualcosa di vero. Le vetture di Piastri e Norris hanno sofferto inaspettatamente di porpoising (leggi qui le parole di Stella).
Dichiarazione confermata oggi da ‘Auto Motor und Sport’. Secondo la nota testata tedesca, dalle immagini televisive era possibile notare distintamente del porpoising sulla monoposto di Piastri, mentre per quanto riguarda Norris, sarebbe stato George Russell (pilota che ha avuto modo di osservare da vicino la monoposto numero 4 durante la gara) a confermare tutto ai giornalisti.
Ovviamente con la MCL39 che soffriva di porpoising, rallentare la velocità a cinque giri dalla fine, sicuramente ha dato modo a Norris di limitare un po’ l’usura, ma ormai il danno era fatto. Rallentare nei 5 giri finali su una distanza di gara di 50 tornate totali non poteva certo evitare la squalifica a Lando. La McLaren avrebbe dovuto prendere delle precauzioni per tempo, una volta resasi conto della problematica.
Un team, campione del mondo, che ad Austin ha corso con un’altezza da terra più alta del previsto perché non era riuscito a raccogliere dati sufficientemente precisi nel corso della Sprint, avrebbe dovuto capire subito a cosa sarebbe andato incontro.
Misurazioni degli spessori degli skid effettuati sulle vetture (9 mm il minimo valore consentito da regolamento).
Norris: 8.88 mm per lo skid frontale destro; 8,93 mm per quello posteriore destro;
Piastri: 8,96 mm per lo skid frontale sinistro; 8,74 mm per il frontale destro e 8,90 mm per il posteriore destro.
Foto: McLaren
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