Terremoto Red Bull: Marko svela la guerra interna che ha fatto fuori Horner
14/12/2025 13:15:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo la sua uscita dalla Red Bull, Helmut Marko ha deciso di raccontare senza filtri i retroscena della feroce lotta di potere interna alla scuderia di Milton Keynes, culminata con il licenziamento di Christian Horner dal ruolo di team principal, avvenuto subito dopo il Gran Premio di Gran Bretagna a inizio stagione.

L’ex consulente motoristico del team ha sostenuto che Horner avrebbe sfruttato la scomparsa di Dietrich Mateschitz, storico fondatore della Red Bull, per tentare di accentrarsi il controllo della squadra di Formula 1. Un’operazione che, secondo Marko, sarebbe avvenuta con il sostegno del cofondatore della Red Bull GmbH, Chalerm Yoovidhya, spostando l’equilibrio di potere verso la componente thailandese dell’azienda.

Nel corso del 2024, i rapporti tra Marko e Horner si sono progressivamente deteriorati, soprattutto dopo le accuse di condotta inappropriata mosse contro il manager britannico all’inizio della stagione. Diciotto mesi più tardi, con le prestazioni in pista in netto calo, la prima figura chiave ha lasciato la squadra, seguita poi anche dalla seconda.

Ripercorrendo quei momenti, Marko ha respinto l’idea che il licenziamento di Horner rappresenti una vittoria della cosiddetta “parte austriaca” della Red Bull: "È così che è stato raccontato dai media, ma non c’era nulla di personale”, ha spiegato a De Limburger. “Con Didi ho fondato la Red Bull Racing nel 2005. Abbiamo nominato Horner team principal, mentre io ero il supervisore. Il potere, di fatto, è sempre rimasto in Austria".

Marko ha poi raccontato un episodio emblematico: "Durante una festa nel 2022 prima del GP d’Austria, Didi era presente ma non stava bene. Christian venne da me e disse: ‘Non arriverà alla fine dell’anno’. Da quel momento iniziò ad avvicinarsi sempre di più a Chalerm Yoovidhya. Dopo la morte di Didi fece di tutto per prendere il controllo del team con il suo appoggio. Io ho fatto tutto il possibile per impedirlo, in nome dell’Austria".

Nonostante ciò, Marko chiarisce che l’allontanamento di Horner non è stato vissuto come una vittoria personale, soprattutto considerando che all’inizio del 2024 lui stesso aveva rischiato la sospensione, evitata solo grazie all’intervento di Max Verstappen.

"La vera ragione del cambiamento sono state le prestazioni in pista", ha spiegato l’82enne. "Se avessimo agito prima, avremmo recuperato più velocemente e Max avrebbe vinto il suo quinto titolo mondiale consecutivo. Ne sono assolutamente convinto".

Marko non ha nascosto l’amarezza per gli ultimi anni di convivenza con Horner: "Non sono stati anni piacevoli. Sono stati fatti giochi sporchi".

L’austriaco ha poi smentito alcune presunte dichiarazioni che gli erano state attribuite in passato: "Ricordate quando, ai tempi di Pérez, venne detto che avevo affermato che i messicani sono meno concentrati degli olandesi o dei tedeschi? Era una cosa inventata. Così come la voce secondo cui avrei detto che il nostro motore era in ritardo e che avremmo perso Ford come partner. Non l’ho mai detto, ma Horner voleva usare tutto questo per sospendermi".

Infine, Marko ha spiegato come si sia arrivati al licenziamento definitivo del manager britannico, sottolineando il cambio di posizione di Yoovidhya: "Siamo riusciti a dimostrare sempre più spesso che Horner mentiva, su tutto e su qualsiasi cosa. Quando anche Chalerm se n’è reso conto, ha cambiato idea. A quel punto, la decisione è stata inevitabile".

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