Clipping sotto attacco: la soluzione che cambia il gioco
22/12/2025 15:15:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Formula 1 sta per entrare in una nuova era tecnologica e, come spesso accade quando si cambia paradigma, l’innovazione corre più veloce delle certezze. A poco più di un mese dal debutto delle power unit 2026, tra gli ingegneri serpeggia un timore ben preciso: il ritorno del clipping, un fenomeno capace di trasformare un rettilineo in un incubo. Ma qualcuno, pare, ha già trovato la chiave per disinnescarlo.

Il nodo del clipping: il grande rischio dell’era post-MGU-H

Clipping sotto attacco: la soluzione che cambia il gioco

L’eliminazione dell’MGU-H, giudicato troppo costoso e complesso, ha imposto una revisione radicale dell’architettura ibrida. Il nuovo equilibrio si reggerà sull’MGU-K, che vedrà la propria potenza triplicare fino a 350 kW. Un salto enorme, ma non privo di conseguenze.

Senza il recupero energetico continuo garantito dall’MGU-H, il rischio è che la batteria non riesca a sostenere la piena potenza per un intero giro, soprattutto nei circuiti full throttle come Monza. Il risultato sarebbe il famigerato clipping: una perdita improvvisa di velocità in rettilineo, potenzialmente pericolosa anche in termini di sicurezza quando due vetture si trovano in scia.

La soluzione: trasformare il V6 in un generatore intelligente

Secondo quanto riportato da Motorsport.it, Mercedes, Red Bull Powertrains e Audi avrebbero individuato una strategia innovativa per aggirare il problema. L’idea ruota attorno a mappature motore avanzate, in grado di convertire parte dell’energia del carburante in energia elettrica.

In pratica, nelle fasi di curva o nei tratti percorsi a carico parziale, una porzione della potenza del V6 verrebbe deviata verso l’MGU-K per ricaricare la batteria. Un compromesso intelligente: si sacrifica una frazione della spinta termica nei momenti meno critici per garantirsi una riserva elettrica più stabile lungo l’intero giro.

Il vantaggio sarebbe duplice. Da un lato si attenuerebbe il turbo lag, dall’altro si ridurrebbe drasticamente il rischio di clipping, assicurando una velocità più costante nei rettilinei.

Se questa soluzione si rivelerà davvero efficace, la stagione 2026 potrebbe aprire la strada a due filosofie opposte: chi sceglierà di correre con più carburante per alimentare la strategia di ricarica e chi, invece, preferirà un approccio più leggero e rischioso. Una cosa è certa: la battaglia non si giocherà solo in pista, ma anche nelle pieghe del software e nelle scelte energetiche che definiranno la nuova Formula 1 ibrida.

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Foto copertina x.com

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