A partire dalla prossima stagione, i regolamenti tecnici della Formula 1 subiranno una trasformazione radicale. Oltre all’eliminazione del DRS e all’introduzione dell’aerodinamica attiva, uno dei cambiamenti più significativi riguarderà la power unit, destinata a essere profondamente rivista.
In particolare, il regolamento interviene sul rapporto di compressione all’interno della camera di combustione del motore termico (ICE). Come vi avevamo già riportato, fino alla stagione 2025, tale valore non poteva superare 18:1, mentre dal 2026 il limite è stato ulteriormente ridotto a 16:1, con l’obiettivo di contenere prestazioni e consumi all’interno del nuovo equilibrio tecnico.
Nei giorni scorsi, tuttavia, secondo quanto riportato da Christian Menath su Motorsport-Magazine.com, sarebbe emersa una possibile scappatoia regolamentare individuata da Mercedes e, con ogni probabilità, anche da Red Bull. Questo espediente consentirebbe ai due costruttori di utilizzare un valore di compressione molto vicino a quello attuale, garantendo un vantaggio prestazionale stimato di circa 15 cavalli.
Nelle ultime ore, dalla Francia, L’Équipe ha aggiunto un ulteriore tassello alla vicenda, riportando che nella giornata di domani è previsto un incontro tra la FIA e i costruttori delle Power Unit proprio per fare chiarezza sulla legittimità di questa interpretazione del regolamento. Qualora la Federazione Internazionale dovesse approvare l’utilizzo di tale soluzione tecnica, Ferrari, Honda e Audi sarebbero già pronte a presentare un reclamo formale agli steward, che saranno poi chiamati a pronunciarsi ufficialmente.
Va inoltre sottolineato come 12 delle 22 monoposto iscritte al campionato saranno equipaggiate con power unit Mercedes e Ford/Red Bull. Qualora questa presunta scappatoia venisse ritenuta legale, il rischio sarebbe quello di assistere a un significativo squilibrio tecnico già prima del debutto in pista delle nuove vetture.
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