Dal mito di Mateschitz alla gestione Mintzlaff: la nuova Red Bull
Red Bull Racing entra in una nuova era: dopo l’addio di figure storiche, la squadra affronta il 2026 con una gestione più aziendale e la sfida di mantenere intatta la magia dei suoi successi.

24/12/2025 17:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Red Bull Racing si prepara a vivere una nuova era. Dopo vent’anni di successi e trasformazioni, la squadra che ha dominato la Formula 1 con 130 vittorie si trova ora di fronte a un cambiamento radicale: l’addio delle figure chiave che l’hanno resa grande e l’ingresso di una gestione più aziendale. La domanda è se questa metamorfosi garantirà la stessa magia o se segnerà l’inizio di un ciclo meno brillante.

Dal carisma di Mateschitz alla gestione aziendale

Dal mito di Mateschitz alla gestione Mintzlaff: la nuova Red Bull

La scomparsa di Dietrich Mateschitz nel 2022 ha aperto un vuoto impossibile da colmare. La sua visione e il suo entusiasmo avevano trasformato Red Bull in un impero sportivo e commerciale, capace di influenzare profondamente la Formula 1.

Con l’uscita di scena di Christian Horner, Helmut Marko, Adrian Newey e Jonathan Wheatley, la squadra ha perso i suoi pilastri storici. Al loro posto, Oliver Mintzlaff ha portato un approccio più manageriale, supervisionando la F1 come parte di un portafoglio sportivo globale che include anche RB Leipzig e RB Salzburg.

Una Red Bull più tecnica, ma meno politica

Sul fronte tecnico, Pierre Wache guida il reparto con strutture all’avanguardia, come la nuova galleria del vento che entrerà in funzione nel 2026. Tuttavia, l’assenza di Newey e il ridimensionamento del ruolo di Mekies rispetto a Horner riducono il peso politico della squadra nel paddock.

Se da un lato la concentrazione sul lato ingegneristico resta forte, dall’altro la capacità di influenzare le dinamiche della Formula 1 appare indebolita. Anche la Racing Bulls, nonostante il rebranding, rimane una squadra di secondo livello e potrebbe essere ceduta, vista l’attuale valutazione miliardaria dei team.

Il 2026 rappresenta un banco di prova decisivo: la prima monoposto interamente concepita nell’era post-Newey e gestita dal nuovo regime aziendale sarà il termometro della nuova Red Bull.

Se i risultati arriveranno, la stabilità sarà garantita; in caso contrario, le voci su un possibile addio di Verstappen potrebbero destabilizzare ulteriormente il team. La sfida è chiara: mantenere viva la magia che ha reso Red Bull un simbolo di successo, senza soffocarla sotto il peso del controllo aziendale.

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