Max Verstappen torna a far parlare di sé, questa volta non per un duello in pista ma per un mix di ironia, sincerità e qualche stoccata ben assestata. Ospite del podcast Talking Bulls, il quattro volte campione del mondo ha raccontato le sue prime impressioni sul propulsore Red Bull 2026 e, come spesso accade, non ha risparmiato commenti diretti né sul progetto tecnico né sul rapporto con i media.

Nel corso del podcast Talking Bulls, il campione olandese ha risposto a una domanda sul sound del primo motore sviluppato internamente dal team di Milton Keynes, liquidando il tema con una battuta delle sue:
«Fa rumore».
Approfondendo poi l’argomento, Verstappen ha aggiunto:
«Il suono era ottimo. Certo, lo si sente su un banco prova, ma era nitido. Non sono sicuro che lo sviluppino in base al rumore, ma era un bel suono. Non è un V10, ma…».
Un commento che strappa un sorriso, ma che conferma anche la curiosità crescente attorno al progetto Red Bull Powertrains.
L’olandese sta intanto metabolizzando la delusione di Abu Dhabi, dove non è riuscito a completare la rimonta su Lando Norris, perdendo per soli due punti quello che sarebbe stato il suo quinto titolo mondiale consecutivo. Un finale amaro che non ha però smorzato la sua schiettezza.
Sempre nel podcast, Verstappen ha risposto a una domanda su cosa migliorerebbe nella comunicazione della Formula 1 nella sua “versione ideale”.
La replica è stata immediata e senza filtri:
«Non fare tante domande stupide, perché se mi fai una domanda stupida, otterrai una risposta stupida».
Il rapporto tra Verstappen e i media è da anni piuttosto teso, con diversi episodi di frizione. L’ultimo risale a poche settimane fa, quando gli è stato chiesto se il contatto con George Russell a Barcellona gli fosse costato il titolo: un’altra domanda che non ha gradito e che ha riacceso il dibattito sul suo rapporto con la stampa.
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