F1, potenza e ingombri: perché nel 2026 la parità si giocherà sulle benzine
28/12/2025 07:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La stagione 2026 di Formula Uno è ormai alle porte. E con sé sta arrivando la grande rivoluzione regolamentare della prossima annata, che presenta numerose novità, sia a livello aerodinamico che motoristico. In questo quadro rientrano anche le novità nell’area dei carburanti: le nuove benzine dovranno essere a sostenibilità avanzata e non più sintetizzabili da materie fossili. Non solo, sono stati infatti posti paletti e limiti al flusso di energia in ingresso nel motore: un fattore che sposterà la ricerca della prestazione sulla densità energetica del carburante, con l’obiettivo di abbattere peso e dimensioni delle auto. Una serie di aspetti analizzati, ai microfoni di alcuni media specializzati, da Valeria Loreti, Shell Motorsport Technology Manager.

Nuove sfide

Il parametro più importante di una benzina, come noto, è il contenuto energetico, ossia l’energia chimica liberata durante la combustione e convertibile in potenza. Un parametro su cui il regolamento 2026 è intervenuto a gamba tesa, limitando il flusso di energia chimica del carburante iniettato in camera di combustione. Un paletto che ha spinto i partner dei diversi team a cambiare priorità, dando maggiore risalto a parametri finora poco considerati come la densità energetica: maggiore è quest’ultima, minore è la benzina utilizzata a parità di flusso di energia, consentendo così di disegnare serbatoi più piccoli, a vantaggio di pesi e ingombri.

"Oltre al contenuto energetico, anche la densità è importante. Il flusso in massa della benzina – ha ammesso Loreti – non è più regolamentato: se in un certo volume di carburante hai poca energia, te ne serve di più e quindi aumenti il peso.

In teoria si possono fare le soluzioni più disparate. Credo sia la prima volta che, in base a come facciamo il carburante, possiamo addirittura far cambiare la forma all’auto. Ci sarà un limite sul flusso di energia, perciò se ho un carburante ad alta densità energetica, è un vantaggio".

Grandi chance

I nuovi motori avranno la stessa architettura dei V6 della precedente generazione, ma, a dispetto delle apparenze, saranno molto diversi. Il regolamento 2026 prescrive limiti differenti per il rapporto di compressione e la pressione del turbo, elementi che hanno portato tutti i fornitori di benzine a rivedere la formulazione dei propri carburanti.

"Le temperature, le pressioni di combustione, il rapporto stechiometrico: tutti i parametri che definiscono il rapporto tra carburante e motore sono fondamentali. Sviluppiamo questi carburanti a partire dalle molecole, dalla chimica di combustione e dall’efficienza. Però poi dobbiamo completarci a vicenda con le conoscenze dell’ingegnere.

Ogni volta che c’è un cambio di regolamento e si può intervenire sulla termodinamica, per noi è un’opportunità per migliorare: gli ingegneri condividono la loro visione e la direzione tecnica. Da questo capiamo come formulare il carburante.

Nei primi anni 2000 si faceva tutto in laboratorio: si preparavano 30-40 diversi candidati di carburante, se ne sceglievano una decina e quelli venivano prodotti in quantità per essere testati sul motore. Oggi il numero di test è limitato e, grazie ai modelli digitali, possiamo selezionare i candidati con le maggiori probabilità di offrire il massimo delle prestazioni.

Per il carburante che abbiamo in pista abbiamo svolto circa un milione di simulazioni. È un circolo continuo, nel quale questo modello interagisce con quelli che Ferrari sviluppa per fare le previsioni dal suo punto di vista".

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Foto copertina x.com


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