La stagione 2026 di Formula Uno è ormai alle porte. E con sé sta arrivando la grande rivoluzione regolamentare della prossima annata, che presenta numerose novità, sia a livello aerodinamico che motoristico. In questo quadro rientrano anche le novità nell’area dei carburanti: le nuove benzine dovranno essere a sostenibilità avanzata e non più sintetizzabili da materie fossili. Non solo, sono stati infatti posti paletti e limiti al flusso di energia in ingresso nel motore: un fattore che sposterà la ricerca della prestazione sulla densità energetica del carburante, con l’obiettivo di abbattere peso e dimensioni delle auto. Una serie di aspetti analizzati, ai microfoni di alcuni media specializzati, da Valeria Loreti, Shell Motorsport Technology Manager.
Il parametro più importante di una benzina, come noto, è il contenuto energetico, ossia l’energia chimica liberata durante la combustione e convertibile in potenza. Un parametro su cui il regolamento 2026 è intervenuto a gamba tesa, limitando il flusso di energia chimica del carburante iniettato in camera di combustione. Un paletto che ha spinto i partner dei diversi team a cambiare priorità, dando maggiore risalto a parametri finora poco considerati come la densità energetica: maggiore è quest’ultima, minore è la benzina utilizzata a parità di flusso di energia, consentendo così di disegnare serbatoi più piccoli, a vantaggio di pesi e ingombri.
"Oltre al contenuto energetico, anche la densità è importante. Il flusso in massa della benzina – ha ammesso Loreti – non è più regolamentato: se in un certo volume di carburante hai poca energia, te ne serve di più e quindi aumenti il peso.
In teoria si possono fare le soluzioni più disparate. Credo sia la prima volta che, in base a come facciamo il carburante, possiamo addirittura far cambiare la forma all’auto. Ci sarà un limite sul flusso di energia, perciò se ho un carburante ad alta densità energetica, è un vantaggio".
I nuovi motori avranno la stessa architettura dei V6 della precedente generazione, ma, a dispetto delle apparenze, saranno molto diversi. Il regolamento 2026 prescrive limiti differenti per il rapporto di compressione e la pressione del turbo, elementi che hanno portato tutti i fornitori di benzine a rivedere la formulazione dei propri carburanti.
"Le temperature, le pressioni di combustione, il rapporto stechiometrico: tutti i parametri che definiscono il rapporto tra carburante e motore sono fondamentali. Sviluppiamo questi carburanti a partire dalle molecole, dalla chimica di combustione e dall’efficienza. Però poi dobbiamo completarci a vicenda con le conoscenze dell’ingegnere.
Ogni volta che c’è un cambio di regolamento e si può intervenire sulla termodinamica, per noi è un’opportunità per migliorare: gli ingegneri condividono la loro visione e la direzione tecnica. Da questo capiamo come formulare il carburante.
Nei primi anni 2000 si faceva tutto in laboratorio: si preparavano 30-40 diversi candidati di carburante, se ne sceglievano una decina e quelli venivano prodotti in quantità per essere testati sul motore. Oggi il numero di test è limitato e, grazie ai modelli digitali, possiamo selezionare i candidati con le maggiori probabilità di offrire il massimo delle prestazioni.
Per il carburante che abbiamo in pista abbiamo svolto circa un milione di simulazioni. È un circolo continuo, nel quale questo modello interagisce con quelli che Ferrari sviluppa per fare le previsioni dal suo punto di vista".
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