Il 2026 segnerà una delle rivoluzioni tecniche più profonde nella storia recente della Formula 1, ma non tutto è ancora scolpito nella pietra. Con i primi test di Barcellona alle porte, la FIA si prepara a osservare da vicino il comportamento delle nuove monoposto, pronta a intervenire con una serie di “leve regolamentari” se lo spettacolo in pista non dovesse soddisfare le aspettative.

Alla fine del mese, Barcellona ospiterà il primo test collettivo delle vetture 2026. Gran parte del regolamento è già definita, ma la FIA ha scelto di lasciare alcuni elementi volutamente flessibili. Come spiega Nikolas Tombazis, direttore monoposto della Federazione, si tratta di strumenti che permetteranno di correggere eventuali criticità emerse in pista.
Uno dei punti ancora in evoluzione riguarda i sorpassi. Con l’abolizione del DRS e l’introduzione dell’aerodinamica attiva su ogni rettilineo, nasce la nuova modalità di sorpasso: un sistema che ricorda il push-to-pass e che punta a mantenere vivo lo spettacolo.
Tombazis chiarisce che il sistema opera su due fronti:
«È qualcosa che consentirà alle auto che si trovano a meno di un secondo dall'auto che precede di a) recuperare più energia durante il giro, circa mezzo megajoule in più, e b) sfruttare maggiormente tale energia… Quindi hanno a) più energia e b) più potenza quando sono a un secondo di distanza, l'equivalente del DRS».
Nel regolamento tecnico, l’erogazione dell’ERS è legata al tasso di riduzione: senza modalità di sorpasso, la curva scende fino allo zero a 345 km/h; con la modalità attiva, resta piatta più a lungo e cala bruscamente solo a 355 km/h. In pratica, chi insegue può contare su più potenza elettrica e a velocità più elevate.
Per compensare questo extra, è consentito raccogliere fino a 0,5 MJ aggiuntivi per giro, come specificato nell’articolo C5.2.10 iii.
Restano però da definire aspetti cruciali, come la lunghezza delle zone di attivazione. La FIA vuole evitare sia sorpassi troppo facili sia gare bloccate.
Tombazis lo ribadisce:
«Non vogliamo che i piloti si limitino a sorpassarsi senza lottare… Ma non vogliamo nemmeno che sia impossibile… Abbiamo margini di manovra in entrambe le direzioni».
Oltre alla modalità di sorpasso, un altro elemento chiave del 2026 sarà la gestione dell’energia. Con un ruolo molto più centrale rispetto al passato, potrebbe generare differenze di velocità significative tra vetture in punti inattesi del circuito.
Alcuni team principal hanno ipotizzato sorpassi in zone “insolite”, ma Tombazis invita alla cautela:
«Le differenze nella gestione dell'energia possono creare una situazione in cui una vettura potrebbe non essere in grado di difendere la propria posizione… Ma penso che, una volta che le persone sapranno come usarle, saranno in grado di assicurarsi di non essere un bersaglio facile sul rettilineo».
La FIA analizzerà con attenzione i dati dei test per verificare se le simulazioni corrispondono alla realtà.
Anche dopo i test, la Federazione potrà intervenire su parametri specifici per ogni circuito, come potenza massima o energia recuperabile, per evitare comportamenti anomali delle vetture.
Tombazis spiega:
«Ci saranno alcuni parametri specifici per ogni circuito che potremo modificare… Non vogliamo che le vetture inizino a sollevarsi in mezzo al rettilineo».
La prima settimana di test sarà quindi decisiva per capire se spingere ulteriormente verso una maggiore semplificazione e una minore dipendenza dalla gestione energetica.
Ma ogni modifica porta con sé un potenziale rischio politico: chi dispone di un propulsore più competitivo potrebbe non gradire cambiamenti che riequilibrano le prestazioni.
Tombazis non lo nasconde:
«I vari produttori di PU potrebbero non essere sulla stessa lunghezza d'onda… Noi della FIA abbiamo a cuore la salute di questo sport… ma anche loro vogliono vincere le gare, e questo complica un po' le cose».
Il regolamento 2026 nasce con l’ambizione di rivoluzionare la Formula 1, ma la FIA ha scelto un approccio dinamico: osservare, misurare e intervenire se necessario. I test di Barcellona saranno il primo vero banco di prova per capire se la nuova era garantirà gare più combattute, sorpassi credibili e un equilibrio tecnico sostenibile. Le “leve” regolamentari sono pronte: ora tocca alla pista dire la sua.
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