«Da quel giorno è scattato qualcosa»: Verstappen svela la svolta del 2018
16/01/2026 12:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Nel mondo della Formula 1, dove ogni millesimo di secondo pesa come una sentenza, anche i campioni sono costretti prima o poi a confrontarsi con i propri limiti. Max Verstappen, oggi quattro volte campione del mondo, ha ricordato una fase della sua carriera in cui la velocità non bastava a tenere sotto controllo la frustrazione: l’inizio del 2018, l’anno che lo ha messo davvero alla prova.

Un avvio tormentato: errori, pressioni e una spirale negativa

«Da quel giorno è scattato qualcosa»: Verstappen svela la svolta del 2018

Max Verstappen non ha esitazioni quando gli viene chiesto quale sia stata la stagione più formativa — e al tempo stesso più complessa — della sua carriera. L’olandese indica senza dubbio l’inizio del 2018, un periodo segnato da incidenti, tensioni interne e da una crescente pressione psicologica.

Dopo il debutto in Formula 1 a soli 17 anni con la Toro Rosso nel 2015 e la promozione lampo in Red Bull nel 2016 — culminata con la vittoria immediata a Barcellona — la traiettoria di Verstappen sembrava destinata a una crescita lineare. Il 2018, però, raccontò una storia diversa: sei incidenti nelle prime sei gare, compresa la collisione con il compagno di squadra Daniel Ricciardo a Baku, misero a dura prova la sua fiducia e la sua reputazione.

Ripercorrendo quel periodo nel podcast Talking Bull, Verstappen ha ammesso:

"Il 2018, l'inizio, le prime sette o otto gare. Ho commesso alcuni errori e poi sono entrato in una spirale negativa, ho cercato di spingere ancora di più e non ha funzionato, ed ero davvero arrabbiato con me stesso."

La svolta, racconta, arrivò in Canada:

"Poi ho avuto una svolta a Montreal […] e devo dire che credo che da quel giorno sia scattato qualcosa."

 

Crescita personale e consapevolezza: gli errori come maestri

«Da quel giorno è scattato qualcosa»: Verstappen svela la svolta del 2018

Nonostante le difficoltà, quella stagione si trasformò progressivamente in un trampolino di maturazione. Con il passare dei weekend, Verstappen ritrovò lucidità e continuità, conquistando vittorie in Austria e in Messico e chiudendo l’anno con 11 podi complessivi.

Guardando oggi a quel periodo, il pilota olandese riconosce come proprio quei momenti abbiano contribuito a forgiare il campione che è diventato. Quando gli viene chiesto se, entrando in Formula 1, immaginasse la persona che sarebbe diventato, risponde con la consueta schiettezza:

"No, perché non ci penso. Non voglio saperlo, non mi interessa."

E se potesse dare un consiglio al giovane Max? La risposta colpisce per profondità e consapevolezza:

"Niente. Vorrei che commettesse gli stessi errori o attraversasse gli stessi momenti difficili e quelli felici, perché se sai tutto in anticipo è davvero noioso e diventi anche pigro. [Si impara dai] momenti difficili, e ne hai bisogno: puoi dire a qualcuno ‘non fare questo, non fare quello’, ma a volte è proprio commettere l’errore che ti impedisce di rifarlo."

Leggi anche: Verstappen può lasciare la Red Bull a fine 2026? Spuntano le clausole di uscita

Leggi anche: Reunion Red Bull: giovedì Verstappen ritroverà un ex compagno di squadra

Leggi anche: Hadjar, l'ex Campione lo avverte: «Sarà il nuovo capro espiatorio della Red Bull»


Tag
max verstappen | red bull | 2018 |