La stagione 2026 non vedrà più Riccardo Adami al muretto box della Ferrari. Dopo aver accompagnato piloti di grande valore come Sebastian Vettel e Carlos Sainz, nel 2025 è stato il turno di Lewis Hamilton. Ritrovarsi un sette volte campione del mondo da affiancare non è di certo roba da tutti, né tantomeno lo è trovare il perfetto equilibrio che garantisca al britannico di performare al meglio in pista.
Al di là delle prestazioni deludenti della SF-25, il legame tra l'ingegnere bresciano e il numero #44 si è scontrato troppo presto con una serie di incomprensioni, logorando un rapporto che non ha avuto nemmeno il tempo di sbocciare. Sicuramente la barriera linguistica avrà giocato il suo ruolo, ma ciò che ha fatto la differenza - visto da un occhio esterno - è stata sicuramente la visione totalmente differente sul lavoro da effettuare in pista - e a Maranello.
Chi crede che l'ingegnere di pista abbia poca rivelanza nelle performance di un pilota, si sbaglia di grosso. Dietro un grande pilota non c'è soltanto il suo talento e una grande vettura, ma un ingegnere che sappia guidarlo, aiutarlo e, quando serve, persino sgridarlo. Restando in tema Hamilton, nel suo glorioso periodo in Mercedes, chi non ricorda di tutte quelle "paranoie" che gli frullavano nella mente mentre si trovava in testa al gruppo? Problemi al motore, sensazioni strane ai freni...Il britannico ha visto spesso e volentieri mostri inesistenti: chi è riuscito a calmarlo e dargli la concentrazione necessaria per portare a termine le sue performance? Peter Bonnington. Insieme hanno costruito dei successi stratosferici e - conseguentemente - un forte legame.

Passando in casa Red Bull, la coppia vincente Verstappen-Lambiase non ha bisogno di presentazioni o ulteriori dettagli. Le stagioni 2024-2025 ci hanno fatto capire appieno quanto il loro legame sia vitale e prezioso per l'olandese. Ritornando in casa Ferrari, vi ricordate il rapporto scricchiolante tra Leclerc e Xavi Marcos? La poca sinergia ha spesso portato a tanti errori in pista, compromettendo diverse gare del monegasco. Con Bryan Bozzi, le cose sono decisamente cambiate, con un'armonia ritrovata e con una vettura che è l'unica cosa che manca al #16 per poter battere la concorrenza.
Tutto ciò che abbiamo citato sopra non è decisamente arrivato tra il #44 e l'ingegnere bresciano, spesso protagonisti di team radio dove emergevano monosillabi, freddezza e tanta, tantissima incomprensione. Con l'ufficialità della fine del rapporto, e la direzione di Adami verso il ruolo di manager della FDA e dei test TPC della Rossa, l'unica domanda che resta appesa a un filo è: chi sarà il nuovo ingegnere di pista di Lewis Hamilton?
Ve ne abbiamo parlato nella mattinata di oggi in uno dei nostri articoli (leggi qui). In attesa di conferme ufficiali, l'augurio che possiamo dare a Sir Lewis è quello di trovare un alleato in questa nuova stagione, in cui urge necessariamente un cambio di ritmo, prima che sia davvero troppo tardi.
Foto copertina e0.365dm.com
Foto interna media.formula1.com
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